Domenica 21 e mercoledì 24 luglio i cantalupesi hanno festeggiato le due patrone della cappella campestre posta sulla collina occidentale del paese, ovvero santa Maria Maddalena e santa Cristina. Come per le altre chiesette di Cantalupa la ricorrenza

Momento di una celebrazione alla cappella della Madlena

Momento di una celebrazione alla cappella della Madlena

dei santi patroni raduna soprattutto i borghigiani, che sono da sempre affezionati a quella che da tutti viene chiamata semplicemente “la Madlena”. Ogni anno, le occasioni in cui la cappella viene utilizzata sono in corrispondenza delle tre messe per i patroni (Maria Maddalena, Cristina e Pancrazio) e dei rosari mariani del sabato nel mese di maggio. Tuttavia, per chi vive da sempre all’ombra della collinetta, la cappella rappresenta un punto di riferimento, di ritrovo e di festa.
La cappella è ubicata sulla collinetta omonima, a nord-ovest della borgata Monastero di Cantalupa, a 527 metri slm. È stata probabilmente edificata nella prima metà del Settecento, sullo stile dei Sacri Monti novaresi. Si presume che la sua edificazione sia avvenuta come ex voto per la fine della peste che colpì la popolazione cantalupese nel 1630. L’edificio ha pianta ottagonale ed è circondato da un porticato coperto con volte a crociera. La forma ottagonale, non essendo riscontrabile in altri edifici della zona, fa attribuire il progetto e la realizzazione a fuggiaschi provenienti dal novarese, probabilmente rifugiatisi nel monastero di Cantalupa per fuggire proprio alla peste. Le facciate esterne risultano, già in origine, intonacate a calce bianca, e questo supporterebbe l’affermazione sull’origine della chiesa come ex voto per l’epidemia di peste seicentesca. Infatti, secondo usanze popolari, il bianco della calce rappresenta la disinfezione; era usanza dei contadini locali spargere calce bianca nei locali abitabili, o dove venivano allevati gli animali, per allontanare le malattie infettive.
Il portone d’ingresso è inquadrato da due paraste a pianta semicircolare, aderenti alla parete e dipinte a marmorino, ed è accessibile grazie ad uno scalino di pietra. Sopra l’ingresso vi è la seguente iscrizione: “Santa Maria Magdalena poenitentiae decus refugium nostrum”. Il tetto, coperto con lose in pietra, è suddiviso in due livelli: l’inferiore, del portico, e quello superiore, che copre l’interno della chiesa stessa.
Dagli archivi della parrocchia di Maria Assunta risultano documenti relativi alla chiesetta solo a partire dalla fine del ‘700. All’interno del diario del prevosto dell’epoca si trova questo riferimento all’edificio: «Ed incominciando dalla Cappella di Santa Maria Maddalena, è situata questa in campagna, ed esposta verso Levante, e nella Borgata di Monastero, territorio di Cantalupa. Lunga un trabuco, e piedi quattro […], larga un trabuco e piedi due, alta un trabuco e mezzo circa, in forma ottagonale». Nel manoscritto non vi è nessuna descrizione del campanile che, per questo motivo e per la tecnica di costruzione, viene fatto risalire presumibilmente al 1890; esso si sviluppa a partire da una base quadrata, soprastante l’ingresso, fino ad un’altezza superiore ai 10 metri.
L’interno dell’edificio, ben illuminato da due finestre, è in gran parte dipinto. La crociera centrale presenta una colorazione celeste, con disegnata, al centro della volta, una stella gialla a sei punte. I due archi diagonali incrociati, che creano la volta, sono dipinti in grigio. Sulle pareti sono dipinte tre scene ispirate ai testi sacri: sopra l’altare è raffigurato lo sposalizio tra Maria e Giuseppe; in cornu evangelii (ovvero al lato sinistro dell’altare) Gesù risorto, mentre benedice Maria Maddalena; infine, sul lato opposto, sempre la Maddalena intenta a lavare i piedi a Gesù. Una cornice di stucco corre lungo tutte le pareti e sottolinea i dipinti sopra descritti, mentre inferiormente è accompagnata da una striscia dipinta di rosso amaranto, ed una inferiore di color cipria. Sulla tela principale, sovrastante l’altare, è rappresentata santa Maria Maddalena, figura centrale nel quadro, caratterizzata dai lunghi capelli. Alla sua destra vi è san Pancrazio, riconoscibile per la foglia di palma tra le mani e l’abbigliamento da centurione romano. Sul lato sinistro è dipinta santa Cristina da Bolsena, riconoscibile per la freccia che tiene tra le dita.
La chiesa termina in un’abside poligonale, ospitante l’altare marmoreo. Quest’ultimo si sviluppa su tre livelli. Il livello inferiore presenta quattro colonne tortili binate che inquadrano l’incisione dorata arrecante la scritta “SMM”, santa Maria Maddalena. Il livello centrale, arretrato rispetto al precedente, poiché ospitante il piano d’appoggio per le celebrazioni, è decorato con spighe dorate. In centro vi è il tabernacolo, anch’esso marmoreo, e composto da due colonne in marmo rosso, che sostengono il frontone. L’apertura del tabernacolo è dorata, e su di essa è riconoscibile l’incisione di un calice ed una croce illuminata. Sopra il livello l’altare presenta delle foglie dorate, incise e decorate sul marmo. Sopra questo livello è appoggiata una croce dorata. La volta che copre l’altare raffigura, al centro, una colomba in volo, simbolo dello Spirito Santo.
Lungo le pareti ai lati dell’altare sono dipinte due finte nicchie; a destra è posizionata, su di una mensola lignea, la statua della Madonna, mentre a sinistra è appeso uno stendardo rappresentante Maria con in braccio Gesù. Sul lato opposto all’altare vi è una cantoria lignea, in un ottimo stato di conservazione.
Piccolo gioiello dell’architettura religiosa della Val Noce, la cappella della Maddalena di Cantalupa è visibile per buona parte dell’anno appena usciti dall’abitato di Frossasco, e con il suo bianco intonaco tra il verde della collina, saluta i passanti.

Miriam Paschetta