Risparmiare “A volt” si può

“M’illumino di meno” è la famosa giornata del risparmio energetico lanciata qualche anno fa da una celebre emittente radiofonica. Obiettivo: tenere spente almeno un’ora al giorno le luci per consumare meno.

Frossasco invece segue una strada differente. Infatti il comune valnocino in questi anni ha fatto una politica, non di risparmio, ma di produzione casalinga. Negli anni passati sono stati posti in alcuni punti strategici del territorio comunale diversi impianti fotovoltaici. Quelli sopra i tetti degli edifici pubblici (scuola elementare, museo del Gusto e dell’Emigrazione, della palestra) sono stati attivati nel 2011 con un costo di 480.000 euro suddiviso su un mutuo ventennale.

Valutando il risparmio sull’energia elettrica il comune è riuscito, non solo a coprire la rata annuale del mutuo, ma anche ad ottenere un netto utile di 21.500 euro.

Altri pannelli sono stati istallati in zona Bivio. Attivati nel maggio scorso stanno cominciando a mostrare i primi risultati: l’impianto produce sul territorio comunale energia elettrica pari ai consumi di tutte le abitazioni e dei servizi pubblici. Insomma tanta energia pulita prodotta direttamente dal sole.E si fa attenzione anche ai costi e ai consumi. A tal proposito nel 2012 un quinto dei lampioni usati per l’illuminazione pubblica è stato sostituito con lampade a led che consumano la metà.

Ma l’attenzione all’ambiente non si ferma qui: insieme alle associazioni è stato incentivato l’utilizzo di sacche di tela e di sacchetti biodegrabili per la spesa. Durante i vari eventi “mangerecci” sono state usate spesso stoviglie e posate in plastica biodegradibile o quelle normali, che tutti usiamo nelle nostre case, al posto di quelle usa-e-getta.

L’amministrazione ha anche ottenuto dall’ACEA un punto di distribuzione di metano per i veicoli comunali ed è stato di conseguenza acquistato un primo mezzo che usufruisce di questo combustibile. Questo tipo d’intervento consente di ridurre i costi (il metano è più economico, soprattutto se non si deve pagare il servizio della stazione di rifornimento), i tempi e l’inquinamento.

Insomma tra risparmi e produzione autonoma di energia la cittadina della Val Noce è sicuramente un esempio virtuoso: chissà che qualche altra amministrazione comunale non possa prendere spunto.

Riciclare e barattare

Il Centro Culturale di Cantalupa è una realtà ormai consolidata sul territorio: questo non vale solo per Cantalibri, manifestazione ormai celebre che poco ha da invidiare ad alcuni grandi eventi-cugini di Torino e dintorni, ma anche per i tanti momenti di approfondimento culturale che organizza durante l’anno.

A questi eventi di carattere intellettuale si alternano iniziative di vario tipo: vale la pena di ricordare la “giornata del riuso, dello scambio e del baratto” che si svolgerà domenica 2 giugno dalle ore 14:30 davanti al palazzo comunale. Di cosa si tratta? L’idea nasce dalla voglia di non cestinare il superfluo (giochi, libri, abbigliamento, mobili, elettrodomestici, soprammobili e quant’altro) ma di scambiarlo con qualcosa di più utile per sé. Scambiarlo o regalarlo: questo si estende a capacità, conoscenza e saperi. L’obiettivo e di ridurre la quantità di rifiuti e di stabilire relazione e, perché no, amicizie migliorando la qualità della propria e altrui vita investendo in relazioni e intelligenza.

L’importante è ricordarsi che per tutto il pomeriggio non sarà possibile fare scambi di denaro. Ci saranno in compenso a disposizione due lavagne con “Cerco-Offro” per gli annunci personali; sarà possibile consultare i due libri scritti da Stefania Rossini “Vivere in 5 con 5 euro al giorno” e “Cucinare guadagnando in soldi e salute”; l’organizzazione suggerisce di portare qualcosa di merenda da condividere tutti insieme.

Per info e iscrizioni alla giornata del baratto centroculturale2002@ libero.it o telefonare al 338.22.06.128 o al 0121.35.45.52 o dirigersi direttamente presso la sede di via Chiesa 73 che è aperta il martedì dalle 17 alle 19:30.

Manuel Marras