26 agosto 2015

Visto il successo delle precedenti edizioni, domenica 6 settembre, dalle ore 10 alle 19, si terrà la 7° edizione di Infanzia InFantasia, una manifestazione ricca di idee e di intrattenimenti educativi.
infanzia in fantasiaL’evento si propone di creare, nel parco del catello d’Osasco, un ambiente interamente “a misura dei bambini”: saranno loro i veri protagonisti. Potranno trovare, insieme ai genitori, quanto si realizza per l’infanzia non solo da parte dei grandi produttori ma anche e specialmente da parte di piccoli artigiani, sovente molto ricchi di fantasia e attenti a ciò che può divertire e nello stesso tempo stimolare e far crescere il bambino. Proprio per i bambini poi, con idee e soluzioni semplici e divertenti, si cercherà di ricreare un mondo “genuino” che, senza ricorrere a tecniche troppo sofisticate, li coinvolga offrendo, ad esempio, l’opportunità di avvicinarsi ai giochi semplici dei nostri genitori e dei nostri nonni e coinvolgendoli in stimolanti laboratori che insegnino a realizzare piccoli oggetti o a sperimentare molteplici forme di creatività infantile. Tanti, vari e coinvolgenti saranno gli spettacoli e i laboratori che avranno, quest’anno, come tema la favola di Robin Hood.
Passeggiando all’interno del parco ricco di meravigliosi alberi secolari e contornato dalla stupenda cornice offerta dalle Alpi, dominate dal Monviso, si troveranno vari stand nei quali poter incontrare e conoscere varie realtà, associazioni e movimenti impegnati in vari ambiti educativi e sociali, nonché angoli in cui gli artigiani presenti proporranno i loro prodotti. Sarà difficile infine sfuggire ai profumi offerti dalla cucina genuina e casalinga che inviterà grandi e piccini ad assaporare i “manicaretti della nonna” cucinati sul posto con sani prodotti locali. Ricordo infine che il ricavato della manifestazione, sarà devoluto anche quest’anno per sostenere il monastero trappista di Kikwit nella Repubblica Democratica del Congo, dove suor Barbara sta spendendo la sua vita e aiutando vari progetti locali. È un segno concreto di speranza e di vicinanza ad un popolo molto provato dalla povertà e dalle innumerevoli conseguenze di essa.
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