20 maggio 2016

Quest’anno la “Festa del Piemonte” che si terrà sabato 21 maggio a Frossasco si riempie di significati particolari. Il primo: dà ufficialmente inizio alle celebrazioni del 35° anniversario di costituzione dell’associazione “Piemontesi nel Mondo” e del 30° della sua trasformazione e riconoscimento legale in federazione internazionale. Ma già fin dal 1974, Michele Colombino e alcuni collaboratori volontari operavano per il recupero e il rilancio della piemontesità nel mondo. Inoltre, nel mese di settembre prossimo, ricorrerà il primo decennale di apertura del Museo dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo di Frossasco che, negli anni, è stato un vero punto di riferimento: una tappa imperdibile di visita e memoria per gruppi di emigrati e per i loro discendenti. Ma anche luogo di formazione e informazione didattica per bambini e ragazzi in età scolare. Un secondo significato si può rintracciare nel fatto che con la Festa del Piemonte, istituita con legge regionale del 2009, si intende ricordare con gratitudine i piemontesi che in Italia e all’estero operano e onorano «i valori di cultura, di costume, di civismo, nel loro radicamento e nella loro prospettiva», impegnandosi in tutti gli aspetti della vita delle comunità di appartenenza. L’associazione Piemontesi nel Mondo assegna, su queste basi, il premio “Piemontesi protagonisti” e quest’anno si è data quattro linee guida per le proprie scelte: la memoria, l’attualità, la cooperazione, il futuro. Temi universali che hanno interessato l’emigrazione storica e che oggi interrogano tutti noi; in particolare i nuovi emigrati e l’emigrazione giovanile. Parlando dei simboli dell’anno 2016, in quanto rappresentanti di storie ed esperienze che possono costituire stimoli ed esempi, sette meritano di essere segnalati: Nilce Silvina Enrietti, argentina il cui bisnonno emigrò a fine ‘800 da Quincinetto, fotografa e divulgatrice naturalistica, che ha tenuto in questi giorni degli entusiasmanti incontri didattici presso la scuola primaria di Frossasco, illustrando con le sue fotografie le biodiversità di alcuni parchi argentini; monsignor Piergiorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo, per il suo impegno di cooperazione internazionale in Burkina Faso; Gianfranco Mellino, farmacista di Mondovì, fondatore e responsabile dal 1996 dell’Arsenale della Speranza di San Paolo del Brasile, sulle orme del Sermig di Torino; Rafael Macchieraldo, architetto argentino il cui padre emigrò da Dorzano (Biella), apprezzato professionista e imprenditore, da sempre generosamente attivo nell’associazionismo legato al Piemonte. Ancora Michelangelo Pepino, tenore internazionale di Borgo San Dalmazzo; la ditta Ranco Antonio di Vercelli, dal 1890 produttrice di fisarmoniche, strumento musicale particolarmente legato all’emigrazione storica. Per concludere, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino, per i progetti innovativi di internazionalizzazione del Piemonte. La cerimonia, alla quale presenzieranno delegazioni provenienti da Argentina, Brasile, Austria, Cina e Francia, sarà allietata dalla musica di Fabio Banchio al pianoforte e dalla voce del tenore Michelangelo Pepino. Seguirà un pranzo presso il Museo del Gusto. Nel corso dell’evento saranno a disposizione per la vendita: il cd dell’Inno “Noi soma piemontèis”, il dvd “Memorie di una nuova vita–storia del Monumento Ai Piemontesi nel Mondo di San Pietro Val Lemina”, il cd “La Madonina ‘d Pinereul”.

Luciana Genero

museo emigrazione di Frossasco