Passato il “test” della Commissione Aces. Perplessità dall’opposizione

Cantalupa Scuola Regionale dello Sport

La Scuola Regionale dello Sport, complesso di strutture che ha sorpreso la commissione europea

Nel 2014, Cantalupa sarà Città Europea dello Sport. Lo hanno annunciato nella mattinata di mercoledì 10 aprile il sindaco Giustino Bello e il presidente dell’Aces (European Capitals of Sport Federation) Francesco Lupatelli. Nel sopralluogo effettuato il giorno prima, martedì 9 aprile, la commissione Europea formata da Francesco Lupatelli, Carlo Farioli, Roberto Polloni e Guido Bovolo, Alessandro Dominici, Massimo Zurlo e Salvatore Maturo è stata piacevolmente sorpresa dalle strutture di cui dispone il paese, tanto da conferirgli un punteggio di 100/100. «Cantalupa è un paese piccolo – ha esordito Lupatelli – ma come numero di installazioni, società sportive presenti e Sport praticato, è come se fosse una città da 50 mila abitanti. Come commissione abbiamo deliberato all’unanimità il punteggio massimo, la prima volta dal 1999». L’ufficialità arriverà solo il 6 novembre, quando a Bruxelles, il parlamento europeo consegnerà la bandiera di “European Town of Sports” a Cantalupa, ma il punteggio ottenuto non lascia spazio a dubbi. Nel presentare la candidatura, il sindaco Giustino Bello e l’assessore allo sport Fulvio Fragola hanno puntato fortemente sulla Scuola Regionale dello Sport, il complesso di strutture costruite nel 2009 con contributo della Regione Piemonte, della Comunità Montana Pinerolese e del Coni. Questo complesso comprende la palestra interna per ginnastica, pallavolo e pallacanestro, lo stadio da calcio (ormai da anni sede del ritiro estivo del Torino Primavera), lo stadio da atletica con servizi annessi, il palazzetto dello sport con palestra piccola, palestra centrale, sala muscolatura, pista di atletica al coperto e pareti di arrampicata e, soprattutto, il centro federale F.I.T.ARCO, fiore all’occhiello della Scuola dello Sport, dal 2008 sede ufficiale degli allenamenti della nazionale italiana di tiro con l’arco. Ma cosa comporta, in concreto, essere Città Europea dello Sport? Nulla. O meglio, nulla di automatico. Il titolo di “European City of Sport” è un riconoscimento che l’Aces conferisce ogni anno a 12 città e 18 paesi europei, a cui si aggiunge una “capitale” (che nel 2015 sarà Torino). Questi titoli sono un incentivo per le amministrazioni locali e i loro dipartimenti di sport a soddisfare lo sviluppo dello Sport, ma anche una sorta di “prelazione” davanti alle associazioni che vogliono organizzare eventi sportivi. L’organizzazione degli eventi per l’anno in corso è già cominciata: il 18 maggio ci sarà il campionato piemontese di arrampicata, il giorno dopo il raduno delle nazionali tenuto dal direttore sportivo Donato Lella; dal 5 al 15 luglio sarà la volta delle nazionali giovanili di scherma e a settembre il centro F.I.T.ARCO ospiterà i campionati nazionali della specialità 3 D. Sono inoltre in programma – nel 2013 in data da definirsi – gare di ginnastica, twirling, kung fu, atletica, pallavolo e pallacanestro. Con il riconoscimento di Città Europea dello Sport potrebbe esserci un’ulteriore modifica agli impianti: «Il parquet della palestra centrale – spiega il sindaco Giustino Bello – è in gomma: un lusso per i pallavolisti, un freno per i cestisti. Se riusciremo a trovare i soldi per adattarlo al basket, confidiamo di poter portare a Cantalupa gli allenamenti delle nazionali. Se si crea un bel movimento di atleti e società sportive, questo può portare lavoro per gli alberghi e le strutture del paese e del pinerolese. Siamo convinti che essere Città Europea dello sport possa dare una spinta verso l’alto a Cantalupa, e abbiamo già avviato dei contatti con le varie società sportive per onorare al meglio questo riconoscimento ». Non è però un coro di voci unanimi quello che si leva per commentare la notizia. Il capo dell’opposizione Lucio Spinosi, pur contento per il prestigio che essere Città Europea dello Sport può portare al paese, tiene a ricordare gli errori del passato: «Come minoranza, è da anni che sosteniamo che il centro sportivo è una cattedrale nel deserto perché quando è stato fatto ci sono stati promessi diversi posti di lavoro che non sono mai arrivati. E non penso che il riconoscimento europeo possa cambiare la situazione. In proposito, abbiamo mandato un’interrogazione al sindaco chiedendogli di esporre nel dettaglio al Consiglio Comunale l’andamento della gestione economica relativa alla Scuola Regionale dello Sport nell’anno 2012, indicando e documentando le entrate (contributi pubblici, federazioni, associazioni, ecc.) e le uscite (energia, manutenzione ordinaria e straordinaria, ecc.) relative ai costi di gestione, in modo da permettere ai Consiglieri di conoscerne approfonditamente il significato economico. La gigantesca struttura assorbe denaro pubblico (da Provincia e Regione e da parte del Comune che sta pagando un mutuo di 1,5 milioni di euro). Noi piangiamo per le fabbriche, negozi, artigiani che chiudono lasciando sul lastrico milioni di lavoratori e non ci lasciamo abbindolare né da riconoscimenti europei né da vaghe promesse ».

Nicolò Mosca