La Congregazione Salesiana, Ispettoria del Piemonte e Valle d’Aosta, ha ricevuto nei giorni scorsi diverse segnalazioni circa la presenza di giovani che nelle vie del centro di Torino svolgono attività di questua, talvolta accompagnata dalla vendita di oggetti, qualificandosi come giovani estromessi per ragioni di età da non meglio precisate comunità di accoglienza gestite dai Salesiani. Dalle segnalazioni ricevute sarebbero emerse condotte particolarmente insistenti ed invasive nei confronti dei passanti.

In seguito a queste segnalazioni ha precisato che «la Congregazione Salesiana, che come noto svolge dello spirito di Don Bosco un capillare lavoro educativo nei confronti dei giovani, ed in particolare dei ragazzi in situazioni di disagio e difficoltà, esclude che questi soggetti siano in qualche modo legati alla Congregazione ed a comunità dai Salesiani gestite». E aggiunge: «Nello spirito di Don Bosco, tutti i ragazzi che hanno fatto parte delle strutture educative della Congregazione Salesiana ricevono infatti strumenti scolastici e di formazione che consentono loro l’inserimento nel mondo del lavoro, con un graduale e costante accompagnamento da parte della comunità anche al raggiungimento della maggiore
età. La Congregazione ritiene dunque del tutto improprio e strumentale l’utilizzo del nome dei Salesiani finalizzato alla questua da parte di questi ragazzi».

DonBosco