2 maggio 2016

La Camera delle Guardie immersa nell’oscurità. I soli punti luce: il “Ritratto d’uomo, appeso al muro in una teca speciale, “La Madonna col Bambino benedicente” e l’“Ecce Homo”, a mezz’aria nel centro in un parallelepipedo trasparente. Un dialogo silenzioso in un gioco di luce e oscurità per i capolavori di Antonello da Messina.

È la suggestiva scenografia di “Doppio capolavoro. Antonello da Messina dalla Sicilia a Torino” visitabile a Palazzo Madama dal 22 aprile fino al 27 maggio. «L’allestimento comunica la maestria del primo grande pittore italiano di caratura europea» il commento di Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei.

È l’art sharing la concezione alla base dell’iniziativa artistica che ha visto la preziosa tavola bifronte arrivare a Torino dal Museo Regionale di Messina, dove la mostra si sposterà dal primo giugno al 10 luglio.

Una statura europea, quella dell’arte di Antonello da Messina, che nelle sue pennellate lascia scorgere riferimenti alla pittura fiamminga, spagnola e provenzale. “Testa di ponte” fra diverse culture come Messina e il Museo regionale che ne custodisce la memoria millenaria e cosmopolita di congiunzione tra l’Europa e il Mediterraneo.

La Madonna col Bambino benedicente è una tavola bifronte sul cui recto si trova l’Ecce Homo e il cui committente è il frate raffigurato in adorazione della Vergine. Realizzata probabilmente a Messina attorno al 1465 la tavoletta rientra in una fase precedente la maturità artistica di Antonello, dove pesano di più le influenze fiamminghe e provenzali. Più di dieci anni dopo è la pittura del misterioso uomo dallo sguardo autoritario che sta di fronte alla tavoletta e il cui nome è impossibile ricostruire per via dell’assenza di riferimenti geografici da cui partire. Il ritratto però è la prova della fine sensibilità dell’artista, capace di rendere la psicologia di chi gli sta davanti nella pittura.

Luca V. Calcagno

Madonna col bambino - Antonello da Messina