Una sala stipata fino al massimo della capienza con molte persone in piedi a fondo sala (più di 500 persone) è stato il modo più bello per commemorare il ricordo di Elisio Croce a un anno dalla sua scomparsa. L’evento del 1 giugno, che ha avuto luogo presso il Centro Sociale di Villar Dora, è stato organizzato dal Gruppo Culturale Villardorese, dal Club Alpino Italiano sezione di Almese e dalla FIE (Federazione Italiana Escursionismo, comitato piemontese). Impossibile riassumere degnamente una serata che è durata più di tre ore o citare tutti gli interventi che si sono succeduti durante la medesima. Scopo primario della serata è stato comunque presentare da parte degli autori il libro a lui dedicato “Elisio Croce, uno spirito libero” edito da C.M. di Buttigliera Alta. Sono stati presentati in tale occasione documenti, immagini, filmati e testimonianze della sua intensissima vita, che si sono succeduti sul palco a ritmo incalzante, supportati da immagini e brevi filmati. Ha aperto la serata il saluto commosso del figlio Luca (presente in sala anche la moglie di Elisio, Liliana) che ha descritto l’infanzia di suo padre, da Elisio stesso redatta in passato. È seguito l’intervento di Pierluigi Cordola che ha ricordato gli aspetti più rilevanti del percorso di vita di Elisio. Significativa la presenza del Coro Rocciamelone con i loro sgargianti maglioni rossi e il simbolo della Madonna del Rocciamelone, la montagna da cui hanno preso il nome. Molti i brani da loro interpretati durante il corso della serata. Di certo il più toccante è stato quello che ha chiuso la loro rassegna “Signore delle cime” che ha commosso tutti i presenti e dove il coro ha chiamato in mezzo a loro il figlio Luca e la moglie Liliana. Per non far torti a nessuno cito la scaletta con gli argomenti trattati nell’intensissima serata: “La famiglia e l’infanzia, l’avviamento, il sindacato, la non violenza, la montagna, l’arrivo a Villar Dora di Elisio, le sue commedie portate in scena, l’Elisio scrittore, la musica, il volontariato, l’amministratore Elisio, il NO TAV, i viaggi da lui intrapresi dopo la pensione e il filmato conclusivo a cui sono seguiti i saluti finali del figlio Luca. Resta a questo punto, per riassumere tutto il contesto della serata, descrivere la figura di Elisio.

Nato nel 1945 a Condove, è stato stroncato a giugno dello scorso anno da un male incurabile. Ha dedicato tutta la sua vita al prossimo. Ricordiamo tra le molte sue peculiarità che fu elemento attivo del CAI di Almese di cui fu socio fondatore, membro del consiglio direttivo e collaboratore della rivista Intersezionale “Muntagne Noste”, esponente della Croce Rossa di cui era un attivo componente, convinto NO TAV”, strenuo difensore degli animali, già sindaco di Villar Dora è stato pure autore di molte “piece teatrali”, nonché di parecchi libri che gli valsero anche l’ingresso fra gli accademici del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna). Bravo suonatore di fisarmonica e armonica a bocca, fino all’ultimo ha usato questo strumento a fiato per confortare gli anziani nelle case di riposo che assiduamente frequentava. Durante la sua sepoltura efficaci furono le parole espresse allora da Don Luigi Chiampo, presente in sala: “il libro della vita, lungo o breve che sia, non lascia pagine bianche, ma narra ricordi, memorie, racconti …” Elisio era anche giornalista, poeta e commediografo ed è stato assiduo collaboratore del settimanale “La Valsusa” oltre che di diverse riviste di montagna.

Lodovico Marchisio