A pochi giorni dalla chiusura del Giubileo della Misericordia, si tirano le prime somme sui grandi movimenti di pellegrini che – si può ben dire – hanno raccolto l’appello di Papa Francesco per un “Giubileo diffuso” su tutto il territorio nazionale.

Il portale www.ospitalitareligiosa.it ha monitorato e catalogato oltre 120.000 richieste di ospitalità giunte dall’Italia (78%) e dall’estero (22%) alle strutture religiose durante tutta la durata dell’Anno Santo, ricavandone una serie di dati che può ritenersi di un certo interesse.

Scontato il successo di Roma e del Lazio, ma in proporzioni forse minori del previsto: capitale e regione hanno raccolto poco più del 27% di richieste. Ha colpito nel segno, quindi, l’invito del Pontefice e i pellegrini hanno risposto coniugando spesso la devozione con qualche giorno di relax o all’insegna della cultura. Al secondo, terzo e quarto posto, infatti, con circa il 9% di richieste, si piazzano Toscana, Lombardia e Trentino Alto Adige. Con una quota intorno al 7% troviamo poi il Veneto, seguito da Umbria e Piemonte.

Va comunque tenuto conto che le strutture di ospitalità religiosa accolgono già abitualmente ospiti e pellegrini, indipendentemente dal Giubileo. E i primi segnali (ma il computo definitivo si farà ad Anno Santo terminato) parlano di un incremento solo parziale delle presenze.

Roma rimane con costanza al centro delle attenzioni, ma il “sentiment” è di un graduale spostamento in luoghi più ameni di chi cerca un momento di riflessione o spiritualità.

Ne avrebbero tratto beneficio anche tante strutture del Centro Italia, se il terremoto non ne avesse segnato indelebilmente il destino.

Fabio Rocchi
presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana
componente del Coordinamento nazionale CEI sulle Case per Ferie

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