5 gennaio 2016

L’albergo Italia di Frabosa Sottana di Anna Viglietti e famiglia da tempo ospita con la cordialità e l’ottima cucina che li contraddistingue, gli amici del CAI.  Sono già stati qui effettuati due saloni del libro di montagna, visite al Museo della Montagna e della sua gente a Miroglio, aggiornamenti per gli operatori della TAM e festeggiamenti per i 150 anni del sodalizio. In questo fine anno il CAI GEB del CAI sezione di Torino ha organizzato in questa struttura un fine anno diverso dal solito, con due cantanti ed alpinisti pinerolesi: Angelica Pons e Mauro Beccaria.

Angelica è una brava artista con un suo repertorio composto da brani di diverso genere, tutti con un comun denominatore, espressione di profondo significato per trasmettere amore attraverso i canti del cuore. È animatrice di seminari e corsi di respiro e canto. Ha perfezionato il suo coinvolgente modo di cantare presso il centro jazz di Torino. Mauro (suo marito) è un bravo cantante autodidatta, uscito indenne da una grave malattia, ha scelto la strada del pellegrinaggio attorno al mondo come fonte ispiratrice di guarigione. “La montagna che cura” lo ha spinto a salire di recente il Kilimangiaro, raggiungere il campo base dell’Everest, con viaggi incredibili attorno al mondo che continua ad effettuare in maniera costante nel tempo, per acquisire la conoscenza come toccasana di una vita ritrovata.

Insieme ci hanno accompagnati fino al brindisi di mezzanotte intervallati da brani di animazione e interventi dell’intrattenitore Giancarlo Pomata. Il primo di gennaio si è voluto ricordare Francesco Musso, passato presidente della Commissione Interregionale Tutela Ambiente Montano Piemonte e Valle d’Aosta, percorrendo con la moglie Marilena vedova Musso del CAI di Peveragno, Daniela Levi e Felice Sebastiano (entrambi del CAI UGET), il “Sentiero Musso” a lui dedicato che collega Frabosa Sottana con Miroglio, salendo in vetta alla Rocca Davì dove vi è ancora, oltre il libro di vetta collocato poco sotto la cuspide terminale,  la corona d’alloro posta in cima il giorno dell’inaugurazione. Così si sono conclusi questi due giorni senza frastuoni o rumori molesti, ma colmi di nostalgici ricordi, bel canto e tanta conviviale amicizia come si conviene tra veri amici.

 

Lodovico Marchisio

La vedova Musso davanti alla targa