“Il Cambiamento e la Costruzione della conoscenza” è il filo conduttore della nuova edizione del Festival della Cultura, kermesse torinese dal 23 novembre al 27 novembre. Giorni intesi che vanteranno due sessioni plenarie di studi e approfondimenti con tanto di 34 seminari, 45 workshop, 14 tavole rotonde, nonché relatori ed esperti nei campi dell’educazione e della scuola.

Emerge con chiarezza, come osserva la Sindaca Chiara Appendino che “la relazione tra educazione e politica è importante per generare convivenza civile ed equità. I luoghi educativi – continua – sin dai nidi e dalle scuole d’infanzia svolgono il loro compito di far crescere cittadini e cittadine responsabili, consapevoli e competenti, fondamento essenziale della democrazia”.

Quattro gli aspetti – io, noi, spazio, tempo – attraverso cui sarà affrontato il tema educazione. Il tutto con un approccio multidisciplinare che moltiplicherà ile aeree tematiche, mantenendole però tutte interconnesse tra loro in un processo circolare.

“La scuola oggi – il commento della Assessore all’Istruzione Federica Patti – deve arricchirsi continuamente per garantire il massimo accesso, qualità alta e capacità di costruire soggetti autonomi in grado di interpretare i cambiamenti”.

Oltre 50 i laboratori che permetteranno ai partecipanti di conoscere i servizi educativi, gli istituti scolastici primarie, secondarie di primo e secondo grado. Anche visite interattive e laboratori, coinvolgente i principali musei del Capoluogo, come quello Nazionale del Cinema, e non, come il Castello di Rivoli. Otre che nelle istituzioni culturali della città, come ad esempio il Centro Italiano per la Fotografia. Si aggiungono infine le mostre “Colori tra spazio e tempo – Le opere delle bambine e di bambini raccontano il mondo”, “I percorsi della memoria: l’inverno e le altre stagioni”.

“Il Festival vuol essere un’occasione di incontro anche per la famiglie – ha aggiunto Appendino –  Per tale motivo si è deciso di inserire, soprattutto nel fine settimana, spettacoli di cinema, musica, danza, teatro, laboratori nei musei e nelle principali istituzioni culturali della Città, visite interattive a mostre e installazioni temporanee e attività di lettura ad alta voce per i più piccoli nelle ludoteche e nei laboratori di lettura”.

Luca V. Calcagno

Festival educazione