Un itinerario invernale che concilia gli amanti del mare e della montagna. Lo abbiamo provato qualche giorno fa e lo proponiamo ai lettori di Vita.
Siamo partiti dal “Covo” di Santa Margherita Ligure sotto la pioggia che poi è miracolosamente cessata per regalarci una giornata dal clima primaverile. Abbiamo percorso il panoramico sentiero con passerelle sul mare fino a Paraggi, per proseguire poi sulla piacevole mulattiera alberata fino a Portofino. Da qui abbiamo percorso il sentiero che conduce a San Fruttuoso, con il primo tratto a gradini un po’ faticoso e ripido, dove si esaurisce la maggior parte del dislivello. La partenza è in via Fondaco, la stradina che s’incontra oltre i bagni pubblici e il parcheggio coperto di Portofino, che sale transitando a lato della caserma dei Carabinieri. Dopo 15 minuti circa si arriva in località Palara (vi è un cancello per impedire l’ingresso agli animali selvatici, che si può aprire e poi richiudere). Subito dopo il cancello, s’ignora a destra la deviazione per San Sebastiano proseguendo sempre diritti lungo la mulattiera che continua a salire. S’incontra poco più avanti in località Cappelletta un secondo cancello; svoltando a destra, dopo 50 metri il sentiero si biforca: a destra una strada in cemento sale verso Portofino Vetta, noi invece abbiamo continuato a sinistra in direzione di “Base 0” e San Fruttuoso. Il sentiero qui si trasforma in uno sterrato pianeggiante fino a Vessinaro, dove s’intravede una traccia che scende alla “Cala degli Inglesi”, bellissima insenatura raggiungibile solo a piedi o in barca; ovviamente noi evitiamo questa piacevole digressione proseguendo dritti sino in prossimità di una stradina sulla quale possono transitare solo piccoli mezzi dei residenti e che termina per l’appunto in prossimità di alcune case. Imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che prosegue sul lato occidentale del promontorio e con numerosi saliscendi ci conduce dopo circa 1,45 h dalla partenza, in località “Base 0”. Da qui s’inizia già a intravvedere San Fruttuoso che si raggiunge per il sentiero alla nostra sinistra, scendendo a zig-zag (per le tracce più marcate). Si arriva a San Fruttuoso transitando presso una base di atterraggio degli elicotteri chiamato “La Cheta”, da dove si prosegue in mezzo ad alcune abitazioni. Si transita quindi sotto a un portico che accede alla prima delle due incantevoli baie da dove si prosegue in leggera salita per raggiungere l’Abbazia dedicata a San Fruttuoso, vescovo catalano del III secolo, le cui ceneri sono conservate presso l’abbazia, dove sarebbero state traslate a seguito dell’invasione araba della Penisola Iberica. Al suo interno è collocata la celebre statua del “Cristo degli Abissi”, posta nel 1954 sul fondale marino e restaurata negli anni novanta. Dal 1983 questa chiesa fa parte dei beni architettonici del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI). Dopo aver visionato l’interno si scende per una scalinata che transita sotto un secondo porticato e che ci conduce alla spiaggia vera e propria di San Fruttuoso (quella più frequentata), situata nei pressi dall’imbarco dei battelli.
Dopo la sosta pranzo a San Fruttuoso siamo rientrati in battello a Portofino con partenza alle ore 15,15 e siamo riusciti anche a fare la passeggiata pomeridiana al Faro. Siamo poi ripartiti con il battello alle ore 16,15 per Santa Margherita Ligure, dove ha avuto termine la gita.
Abbiamo compiuto in tutto un dislivello in salita di 350 m circa con un tempo complessivo di camminata di 5 ore, escluse soste e trasferimenti.
 
Lodovico Marchisio
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