Il sangue è rosso. Sono rossi i papaveri sul ciglio della strada.
Rosso era il vestito del piccolo Aylan, il cui corpo senza vita divenne il simbolo della crisi umanitaria degli esuli siriani nel 2015. Anche molti bambini che attraversano il mare sui barconi vestono con questo colore sgargiante: le madri sperano, in caso di naufragio, che quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.
Una serie di associazioni – Libera e Gruppo Abele, ANPI, Legambiente, ARCI – ha lanciato l’invito per sabato 7 luglio ad indossare un indumento rosso per fermarsi a riflettere sul dramma quotidiano, o quasi, di tanti disperati. Un dramma a cui la politica spesso non riesce a rispondere se non con cinismo.

Anche a Pinerolo molte associazioni hanno deciso di rispondere a questo appello a «fermare l’emorragia di umanità», ritrovandosi dalle 11 alle 12 in Piazza Facta, per testimoniare con una maglietta rossa «il diritto di chi scappa dal proprio paese di essere accolto altrove ed il dovere di salvare chi è in difficoltà in mare» come «cardini del diritto internazionale e della convivenza civile e sono alle basi dell’etica e della morale che dovrebbero appartenere ad ogni essere umano».

Anche a Pinasca, la biblioteca comunale e la locale ANPI aderiscono all’iniziativa, dandosi appuntamento, di rosso vestiti, sabato 7 luglio alle 10 davanti alla sede della biblioteca (Via Caduti). Per aiutare la riflessione, saranno messi a disposizione testi sulla migrazione e verranno proposte letture a tema.