23 giugno 2015

Pinerolo, il pinerolese e la sua classe dirigente. Per la prima volta, dopo molti anni, c’è stato un pubblico dibattito nella nostra città attorno ad un tema che è centrale non solo a livello nazionale ma anche, e soprattutto, a livello locale. E questo a maggior ragione per una città che, seppur di non grandi dimensioni – appena 35 mila abitanti – è comunque considerata, giustamente, la “città capofila” dell’intera area pinerolese.

Ora, in vista anche delle ormai prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale della città, si impongono almeno tre riflessioni che non possono essere banalmente eluse. Innanzitutto se è vero, com’è vero, che Pinerolo è la città capo la del territorio, il programma di governo del Comune del Pinerolo per i prossimi 5 anni non può che essere elaborato e condiviso con tutto il territorio pinerolese. Perché se così non fosse ci troveremmo di fronte ad una nuova ed irreversibile frantumazione campanilistica del territorio.

In secondo luogo va favorito un serio coinvolgimento della società pinerolese nella costruzione della futura squadra di governo. Certo, la cosiddetta “società civile” pinerolese è alquanto stanca e poco incisiva nel pungolare e nel condizionare la vita politica ed amministrativa cittadina. Ma è altresì vero che esiste una classe dirigente al di fuori della politica che può e che deve essere valorizzata ed incentivata alla partecipazione attiva e diretta per la gestione della cosa pubblica. Una sorta di “fiuume carsico” che deve trovare le modalità concrete per essere protagonista anche nella politica locale.

In ultimo la squadra del futuro governo della città. Senza evocare cambiamenti radicali e del tutto strumentali se non ridicoli – i famosi e noti rivoluzionari da salotto – quella che, semmai, sarebbe opportuno recuperare è la scommessa di raccogliere attorno al futuro Sindaco l’eccellenza pinerolese. Cioè una sorta di classe dirigente autorevole, qualificata e radicata in città senza, ovviamente, alcun interesse personale o professionale da difendere. Elemento, questo, che deve rappresentare una priorità insindacabile e indiscutibile per chi si candida a governare una città.

Insomma, per capirci, ripetere un’operazione politica e culturale – seppur con tutte le diversità del contesto politico e storico – simile a quella compiuta nella metà degli anni sessanta dall’allora sindaco Aurelio Bernardi con la sua squadra che raccoglieva, appunto, l’eccellenza politica di quella fase storica e che è ancora oggi ricordata per la sua qualità amministrativa e per il suo progetto politico sul futuro della città. Insomma, le idee non mancano.

È questione di volontà e di coraggio. Vedremo se si vorrà percorrere questa strada o se, al contrario, prevarranno gli organigrammi, i posizionamenti tattici e il ricorso agli strumenti regolamentari. È tempo di idee e di progetti più che di primarie. Ormai lo hanno capito quasi tutti.

Giorgio Merlo

 

Municipio Pinerolo