Sono state due belle serate, sabato 23 e domenica 24 agosto, quelle presentate in piazza Vittorio Veneto dalla comunità di Nomadelfia, con la partecipazione di un pubblico numeroso e partecipe che ha dimostrato di apprezzare lo spettacolo. L’organizzazione delle serate è stata lunga e laboriosa, le procedure burocratiche, le spese da sostenere non sono state indifferenti e hanno richiesto un notevole impegno ma alla fine è stato emozionante vedere questi ragazzi che danzano, fanno salti acrobatici, con grande impegno ma anche con il sorriso sulle labbra. Ci hanno portato la loro testimonianza che parla di fraternità, la stessa fraternità che loro praticano ogni giorno nella loro comunità e con coloro che incontrano, invitandoci ad aprire il nostro cuore perché questo valore entri nella nostra vita e ognuno di noi contribuisca a rendere il mondo un po’ migliore. Anche il nostro vescovo, che ha sostenuto l’iniziativa, nel suo breve intervento di sabato ha ribadito lo stesso concetto: la fraternità non si fermi a semplice ragionamento ma diventi azione del cuore.

Il messaggio dei nomadelfi è chiaro e diretto: non è necessario che aspettiamo azioni venute dall’alto, dai politici, da chi ha posizioni di potere, ognuno di noi può iniziare dalla sua famiglia, dai colleghi di lavoro, dai vicini di casa. Se ci sentiamo figli di Dio, non possiamo archiviare tutto ciò così in fretta, possiamo invece custodirlo e farlo fruttare come dono gratuitamente ricevuto che desideriamo condividere anche con chi non ha partecipato a queste serate. Non possiamo essere tutti Nomadelfi, ce lo hanno detto loro per primi, ma ognuno di noi può fare la sua parte là dove è presente.

Nomadelfia è sempre aperta all’accoglienza degli ospiti, in Maremma passano circa 10.000 persone all’anno, anche gruppi organizzati. Perché non pensarci? L’incontro con famiglie, con gruppi di giovani, sarebbe senz’altro un arricchimento per tutti. Intanto diciamo: “Grazie Nomadelfia” per queste serate anche a Pinerolo. Per me, per la nostra famiglia è stato ancora una volta incontrare delle persone veramente amiche e conoscerne altre che ancora non avevamo incontrato in precedenza, ma con loro sentirsi a casa.

 Anna Rizzo Sanmartino

Nomadelfia