La triste storia delle tigri di Pinerolo comincia nel lontano 1985, quando i coniugi Laggiard vivono nella loro residenza a Roletto insieme ai felini che Mauro e Carla avevano acquistato dai circhi. A metà degli anni ’90, i cittadini di Roletto e dei paesi limitrofi, turbati dalla presenza dei felini, lanciano una raccolta firme per allontanare gli animali.

I Laggiard vengono sfrattati, il “caso” viene preso a cuore da Licia Colò, allora conduttrice del programma televisivo “Geo e Geo”, e le tigri, insieme ai loro padroni, trovano casa nel neonato Parco Martinat di San Pietro Val Lemina, ospitati dal proprietario Sergio Martinat con l’unica clausola che fossero loro ad occuparsi dei felini. I problemi iniziano nel 2009 quando, dopo la morte di Martinat, il parco viene chiuso al pubblico e i felini “dimenticati”; i Laggiard si trovano costretti a sfamarli contando solo sui proventi delle loro pensioni di anzianità.

La situazione si aggrava quando le tigri, mai sterilizzate, mettono al mondo cinque cuccioli, facendo salire il numero degli animali a 11 (10 tigri e un leopardo), e poco per volta vengono a mancare le necessarie condizioni di sicurezza. Il 26 ottobre 2012, il Ministero dell’Ambiente comunica che «la commissione scientifica CITES ha ritenuto la struttura del parco Martinat non più idonea alla detenzione di specie animali». Si inizia quindi a parlare del trasferimento dei felini, ma il caso passa in sordina, un po’ perché evidentemente la questione non viene considerata prioritaria, un po’ perché il “bene” (i felini) è tenuto lecitamente dai coniugi Laggiard che non vogliono saperne di separarsi dai loro animali.

Nel frattempo, siamo nel giugno del 2013, alcune associazioni ambientaliste tra cui il WWF di Pinerolo cercano di richiamare l’attenzione sulla situazione dei felini. L’appello viene accolto da alcuni media (tra cui Vita Diocesana), ma non basta: trascorre appena un mese, ed ecco la tragedia.

Martedì 2 luglio, Mauro Laggiard si reca con il secchio del cibo, tenuto imprudentemente tra le mani, nella gabbia della tigre Samir, un esemplare maschio di sette anni, che in un momento di particolare nervosismo aggredisce sbrana il padrone. L’episodio attira subito l’attenzione su Pinerolo e sul parco Martinat: tutti i media, dalle televisioni ai quotidiani nazionali, scoprono improvvisamente l’esistenza delle tigri e la visibilità accelera le operazioni.

Si mobilitano anche le autorità, tra cui il comune di Pinerolo: nel giro di una settimana vengono presi contatti con vari Safari Park, e l’appello viene accolto da quelli di Pombia, Fasano e Ravenna. Il sindaco di Pinerolo Eugenio Buttiero firma un’ordinanza e il 10 luglio l’area del parco Martinat è sequestrata. Il giorno seguente il trasferimento “temporaneo” delle tigri è completato. Lo stesso giorno, il Comune di Pinerolo dirama un comunicato stampa in cui annuncia la fine dei lavori di trasferimento: è l’atto che mette la parola “fine” su questa triste vicenda.

Non sono però scomparse del tutto le tracce di felini nel pinerolese: il Macumba, storico locale che a giugno ha chiuso i battenti, ospita, tenuto in sicurezza nel retro del locale, un esemplare di leopardo, ultimo animale esotico rimasto in quello che una volta era un vero e proprio “zoo casalingo”.

Nicolò Mosca

Tigri Pinerolo - Bioparco ZOOM Cumiana