12 dicembre 2013

Nei giorni precedenti a lunedì 9 dicembre, girando per le strade delle città capitava di tanto in tanto di imbattersi in qualche volantino che recitava “Dal 9 dicembre l’Italia si ferma”. Tra i promotori dell’iniziativa ci sono i Forconi della Sicilia, che lo scorso anno avevano paralizzato la regione per 5 giorni. «Sarà al solita minestra riscaldata, alla fine non succederà niente come sempre», l’opinione più diffusa.

Invece, il 9 dicembre i blocchi ci sono eccome. La “protesta dei Forconi”, principalmente pacifica, è una protesta contro le tasse. Il bersaglio? Forse non lo sanno bene neanche loro,sembra essere un grido generale contro la politica.

Quella che sembrava una protesta destinata a spegnersi entro breve si rivela invece tutt’altro: il 10 dicembre i blocchi continuano e si espandono.

Ai manifestanti si unisce sempre più gente, e per l’11 dicembre è annunciato il blocco totale delle strade. La situazione inizia ad essere critica: i distributori sono alla fine del carburante e alcune aziende come la Valmora lamentano i disagi derivanti dalla chiusura delle strade.

I forconi cercano di far valere le proprie ragioni, ma la protesta sta assumendo contorni preoccupanti, il 5 Movimento 5 Stelle di Pinerolo si smarca, dopo che il leader Beppe Grillo nei giorni precedenti aveva invitato la polizia a schierarsi al fianco dei manifestanti.

Al terzo giorno di fila in cui le città sono bloccate, c’è chi non ci sta più: quando i manifestanti bloccano il mercato di Pinerolo, l’ANPI organizza un presidio contro i blocchi davanti al municipio.

Proprio al presidio dell’ANPI arriva la svolta: il sindaco Buttiero scende in mezzo al presidio per parlare con i manifestanti dell’ANPI.

La mossa non aiuta di certo la popolarità del sindaco che viene contestato da chi non riesce più a raggiungere il lavoro a causa dei posti di blocco e rischia così il suo posto. Tuttavia, stando in mezzo alla gente, l’impressione è che sia stato proprio questo il momento decisivo per lo stop dei blocchi.

Perché, quando i manifestanti dell’ANPI prendono la parola per far valere le proprie ragioni, i cosiddetti “forconi” scoprono che le due fazioni si trovano su posizioni sostanzialmente comuni. E alle 17, davanti al municipio di Pinerolo ci sono tutti: forconi, ANPI, sindacati e gente comune che discutono sulla situazione. «È vero, abbiamo sbagliato i modi ma dovevamo far sentire la nostra voce» si dice tra i forconi. «Anche noi non ce la facciamo più» la risposta che concilia gli animi.

In serata è tutto tranquillo, anche se per la giornata del 12 dicembre è ancora previsto qualche blocco alla rotonda di Bibiana e all’Eataly di Pinerolo. E invece non ci sono neanche quelli e tutto in serata sembra essere ritornato alla normalità.

La fotogallery dei tre giorni di blocchi nel pinerolese