E Paolo Covato disse, a proposito di un suo collega consigliere che ricordava come fosse stato l’ex Sindaco ad iniziare il discorso relativo alla PMT Italia: «Mi avrebbe quasi voluto tirare per i capelli, ma non ci sarebbe riuscito». Per salvaguardare posti di lavoro e così preservare l’interesse pubblico il Comune di Pinerolo, amministrato, come quando sindaco era Covato, dalla maggioranza di centrosinistra, che ora sostiene il Sindaco Eugenio Buttiero, ha approvato, nel Consiglio comunale del 5 giugno scorso una delibera importante e molto discussa, riguardante le aree dismesse della PMT Italia, dopo ore di discussione serrata fra tecnicismi e vivace dialettica politica.
PMT Italia, azienda che produce impianti per la carta con circa 200 dipendenti nello stabilimento di Pinerolo, nonché seria ed affidabile a giudizio di Buttiero (ha in effetti presentato un piano industriale che prevede investimenti in ricerca e sviluppo sul territorio), in sostanza avrebbe chiesto al Comune: poiché ho terreni e capannoni dismessi (ad est dello stabilimento, area ex Buroni, e ad ovest, verso piazza Garibaldi) ti chiedo di valorizzarmeli (con un cambio di destinazione d’uso, da industriale a residenziale nonché commerciale ed artigianale) in modo che io possa offrirli in garanzia alle banche per ottenere finanziamenti che mi consentano di competere sul mercato mondiale, ed in conto di ciò mi impegno a mantenere l’occupazione, come da accordi siglati con i principali sindacati.
Da qui il ricorso dell’azienda ad una procedura urbanistica in deroga a quella generale, prevista dalla legge regionale 106 del 2011 (Luca Barbero, PD, come anche il Sindaco, ha detto: «Mi fa schifo, ma la dobbiamo applicare»), che consente la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente senza una variante al piano regolatore, purché vi sia una pubblica utilità. Buttiero ha però precisato che la delibera, con cui il Consiglio ha affermato esservi la pubblica utilità che giustifica la corsia preferenziale prevista dalla Regione Piemonte, non è ancora un permesso di costruire, il cui rilascio è e rimane di competenza del dirigente.
In concreto, il Comune sistemerà l’incrocio di via Martiri XXI, creerà due nuove rotonde e nuovi parcheggi (per 170 auto); nella parte ovest dell’area industriale verranno abbattuti i due capannoni esistenti, e verranno realizzati 7800 metri quadrati di superficie suddivisi in 3 fabbricati di sei piani con parcheggi sottostanti, circondati da molti alberi.
Questo il pacchetto confezionato da un compattissimo centrosinistra (PD, Moderati, Rifondazione Comunista, SEL e Covato per Pinerolo).
Le opposizioni si sono fatte sentire. Il gruppo Progetto per Pinerolo (Andrea Chiabrando, Claudio Crosetti, Marcello Bruera, definiti dal Presidente Cirri “il condominio”) ha presentato, fra gli altri, due emendamenti, respinti dal Consiglio, con cui chiedeva al Comune di far formalizzare alla PMT (con un atto da indirizzare alla Giunta nell’iter per il rilascio del permesso di costruire) l’impegno a mantenere i livelli occupazionali, da un lato, e di farsi rilasciare una fideiussione bancaria a garanzia degli impegni assunti, dall’altro. Marcello Bruera ha inoltre paventato che con la delibera si creino le precondizioni affinché anche il lotto centrale (ove sorge oggi lo stabilimento industriale che diventerà anche polo tecnologico e di ricerca) possa avere in futuro una destinazione residenziale per omogeneità con i due lotti periferici, a discapito del tanto invocato mantenimento occupazionale.
Luca Salvai (M5S) ha espresso un giudizio impietoso, affermando che il fondamento tecnico-giuridico della delibera è debole, non c’è alcuna garanzia che i posti di lavoro vengano salvati, ed ha affermato che l’Amministrazione non guiderebbe i processi di trasformazione del territorio ma subirebbe le scelte dei suoi principali attori economici. Piera Bessone (Pinerolo Attiva) è stata lapidaria: la delibera non ha copertura, e l’azienda ha ricattato i sindacati (nell’accordo sindacale è scritto che il 28% del fondo aggiuntivo al tfr verrà rilasciato ai dipendenti messi in mobilità solo dopo l’ok del Comune di Pinerolo).
L’altra importante delibera sull’urbanistica (sul c.d. social housing: il Comune ristrutturerebbe 11 alloggi di una società mutualistica in cambio dell’uso trentennale per scopi sociali, ad esempio per assegnarli a famiglie sfrattate ecc., spesa prevista circa € 1.500.00 di cui circa 900.000 stanziati dalla Regione Piemonte) è invece saltata grazie ad una mossa dell’opposizione, che ha presentato un emendamento prima della seconda seduta, obbligando così il dirigente ad esprimere il necessario parere per un prossimo Consiglio comunale. Tale delibera è assai indigesta al gruppo Progetto per Pinerolo, che critica la maggioranza per voler, al prezzo di € 3.200 al metro quadro, non acquistare (il che sarebbe già una follia visti gli attuali prezzi di mercato), ma addirittura ristrutturare alloggi che rimarrebbero di proprietà altrui, tanto che anche all’interno della maggioranza il Consigliere Raju Mensa (Moderati) ha chiesto al Sindaco: siamo sicuri che poi la Corte dei Conti non ravviserebbe una responsabilità contabile per danno erariale?
Si è quindi verificato un inatteso colpo di scena: Eugenio Buttiero, indispettito dalla mancata approvazione della delibera, ha pubblicamente rimarcato come la gestione del Consiglio comunale della sera precedente non fosse stata corretta da parte della presidenza (anche se non in malafede, ha puntualizzato), per aver consentito che l’emendamento incriminato fosse presentato e discusso il giorno seguente; ne è seguita una vivace dialettica con il vice-Presidente del Consiglio Bruera, il quale ha difeso l’operato suo e di Tullio Cirri: il pubblico presente sugli spalti e così destato dal torpore notturno ringrazia sentitamente.

Mario Incardona

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Una simulazione grafica di come potrebbe diventare una parte dell’area della PMT Italia