Da ieri il vescovo di Pinerolo è a Roma e questa mattina ha incontrato Luigi Bobba, sottosegretario del Ministero del lavoro, per chiedere un intervento concreto e deciso a favore dei lavoratori della Pmt-Italia, senza stipendio e senza cassa integrazione dallo scorso 31 gennaio, data del fallimento dell’azienda.

Nel pomeriggio di oggi a Torino si è svolto  un incontro tra il curatore fallimentare della Pmt e  l’assessore regionale al lavoro, Gianna Pentenero, che si è concluso con un rinvio alla prossima settimana  presso il ministero del Lavoro. L’obiettivo è quello di verificare l’effettiva possibilità, per i lavoratori della Pmt di Pinerolo, di usufruire di un ammortizzatore sociale che li tuteli in attesa della conclusione del processo di acquisizione da parte della Papcel.

«Quella della Pmt – commenta l’assessore Gianna Pentenero –  è una situazione molto complessa, considerando l’elevato numero di lavoratori che attualmente restano sospesi, ma non mancano gli elementi positivi: mi auguro che dal ministero possa arrivare un’indicazione precisa sulle modalità di sostegno al reddito».

Il vero problema è che nella risposta data dal Ministero all’interrogazione parlamentare ci sono delle criticità  che occorre chiarire.

«La prima ipotesi avanzata – spiega Cristina Maccari, operatrice Fim- Cisls – è quella di volturare il contratto di solidarietà a titolarità del curatore. Il problema è che siccome c’è il fallimento e ci sono degli esuberi non è possibile garantire il lavoro a rotazione. Il contratto di  solidarietà, infatti,  prevede una percentuale di lavoro e una percentuale di sospensione dal lavoro. Di conseguenza se c’è un esubero secco, come in questo caso, il provvedimento non è applicabile in modo così immediato a meno che ci sia una diversa interpretazione del Ministero».

Anche la seconda ipotesi è difficilmente applicabile al caso concreto dell’azienda pinerolese. «L’altra possibilità indicata nella risposta – prosegue Maccari – dice che nel momento in cui fosse la richiesta del curatore si potrebbe concedere un periodo di cassa integrazione per crisi ma la normativa cui si fa riferimento specifica che il curatore deve garantire la prosecuzione del piano e il riassorbimento del personale. Quello della Pmt, però, è un caso di fallimento e non è possibile il riassorbimento di tutto il personale».

Intanto il vescovo, da Roma, fa sapere che da parte del Ministero c’è la disponibilità a fare tutto il possibile ma «senza creare false illusioni».

 

 

 

Manifestazione PMT - Foto Gandolfo (87)