Scherma Paralimpica in ritiro all'Hotel Barrage

Il club Scherma Pinerolo Olimpica, in collaborazione con lo Sporting Club Pinerolo, ha organizzato un allenamento della Nazionale italiana di scherma paralimpica presso l’Hotel Barrage di Pinerolo dal 14 al 20 luglio scorso. L’allenamento, inserito nel programma ufficiale della Federazione Italiana Scherma, era finalizzato alla preparazione dei Campionati del Mondo di scherma che si terranno a Budapest dal 5 al 12 agosto.

Mercoledì 17 luglio, presso la sala convegni dell’Hotel Barrage si è tenuta una conferenza stampa di presentazione dell’evento in cui sono intervenuti Bruno Angeli, presidente della federscherma regionale; Pierangelo Negro, assessore del Comune di Pinerolo; Alba Genti, presidente del Coni Provinciale; Eros Gonin, presidente dello Sporting Club Pinerolo e Fabio Giovannini, commissario tecnico della Nazionale Paralimpica. Alla conferenza erano presenti anche gli atleti, che come detto poc’anzi si trovavano a Pinerolo per l’allenamento collegiale della nazionale. Tra di loro anche i due medagliati di Londra 2012 (Matteo Betti e Alessio Sarri) iscritti al Club Scherma Pinerolo Olimpica, oltre a Andrea Macrì, Beatrice Vio e Marco Cima.

«Per la Nazionale Paralimpica – ha spiegato Giovannini – quello di Pinerolo è ormai un appuntamento fisso. Prima del “Club Scherma Pinerolo Olimpica”, in Piemonte la scherma paralimpica non era ancora rappresentata a certi livelli e questo, per noi, è un motivo di orgoglio».

Giovannini ha poi ringraziato i suoi collaboratori e l’Hotel Barrage, in cui gli atleti sono ospitati: «Oltre a me, nello staff, ci sono il maestro Giuseppe De Santis, la fisioterapista Veronica Balzano e gli schermidori Nicola Facioni e Pietro Manduca. Preparare una competizione importante come il mondiale non è una passeggiata, sia a livello fisico che mentale, ma la fatica è attutita dall’ambiente e la disponibilità che abbiamo trovato qui al Barrage. Obiettivi per il Mondiale? Fare delle previsioni nella scherma è difficile: le formule di gara non aiutano a far vincere il più bravo, ma quello che è più bravo in quel giorno. Sicuramente, andiamo lì per vincere quante più medaglie possibili, tutti gli atleti lotteranno fino in fondo. La qualità di questi ragazzi è oggettiva. Mi piacerebbe, dopo i risultati dei mondiali, poter portare alle olimpiadi di Rio de Janeiro dieci atleti invece che cinque come a Londra».

Giovannini ha poi risposto alla domanda di chi gli chiedeva un parere sugli avversari che affronteranno ai Mondiali: «Ce la siamo sempre giocata almeno alla pari con quasi tutte le altre Nazioni. Chi è una spanna più in alto è sicuramente la Cina, grazie alle strutture di allenamento all’avanguardia. Ma lo è anche per motivi meno “nobili”: loro cercano talenti tra i bambini, decidendo se dovranno essere atleti e in che disciplina, senza considerare la loro volontà. Questo succede anche a livello paralimpico; è un aspetto che a noi non piace: preferiamo prendere qualche medaglia in meno ma rimanere fedeli ai valori dello sport».

Pochi ma ficcanti parole, in chiusura di conferenza, quelle pronunciate da Bruno Angeli, che ha auspicato una crescente attenzione delle autorità citando una frase ormai celebre nel mondo sportivo: «Ogni euro investito nello sport sono tre euro risparmiati in sanità». Chissà se chi ha la facoltà di decidere gli investimenti la pensa allo stesso modo…

Nicolò Mosca