Continua a destare crescente preoccupazione la situazione della Pmt di Pinerolo: dopo che l’azienda non ha presentato il piano di concordato preventivo, l’ipotesi più probabile è il fallimento.

Giovedì 26 gennaio le organizzazioni sindacali incontreranno, in Regione, l’Assessore al Lavoro ed il Commissario. Si terrà un presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dell’azienda pinerolese (Via Martiri del XXI, 76) e poi sotto la Regione (Via Magenta 12, Torino).

«Giovedì mattina – dichiara Bruno Bonetto, Rsu Fim-Cisl di Pmt – già a partire dalle 7:30 i lavoratori Pmt saranno davanti agli ingressi dell’Azienda, in presidio, in attesa di recarsi a Torino per l’incontro in Regione, per cercare di ottenere qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale che consenta alle famiglie di sopravvivere in attesa di conoscere il proprio destino. Alcuni lavoratori indosseranno dei cappucci bianchi come simbolo dei nuovi fantasmi della società; dietro queste maschere però ci sono persone in carne ed ossa, con famiglie che sono già allo stremo e si troveranno inevitabilmente in situazioni drammatiche».

«I lavoratori Pmt chiedono alla cittadinanza di Pinerolo un sostegno anche solo morale. L’invito che faccio ai nostri concittadini – prosegue Bonetto – è di recarsi dai lavoratori giovedì mattina per non farli sentire soli e abbandonati al proprio destino».

«La crisi di questi anni – dichiara Cristina Maccari, operatrice Fim-Cisl Pinerolo – ha ridotto drammaticamente i posti di lavoro nel nostro territorio e se ci si guarda intorno si capisce immediatamente che i timori sono giustificati; la paura per il futuro incerto si traduce in consapevolezza delle inevitabili ricadute negative sulle famiglie, 185 famiglie».

«Dall’incontro di giovedì – conclude la sindacalista – ci aspettiamo una risposta positiva sulla possibilità, ad oggi esclusa, di utilizzare un ammortizzatore sociale per gestire questa fase delicata. Non dimentichiamo che potrebbero esserci Aziende interessate a presentare un’offerta alla scadenza indicata dal Tribunale (31 gennaio 2017) e non è ammissibile che si lascino senza ammortizzatori sociali i lavoratori in una fase di transizione».

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