9 febbraio 2016

Una mole di documenti e libri provenienti dalla sezione della Democrazia Cristiana di Pinerolo: ecco ciò che ci si appresta ad analizzare e a catalogare nella sede dei Popolari di Moncalieri che sostengono l’impegno del “Comitato Primo Mazzolaridi Pinerolo, a cui andrà in tempi brevi la disponibilità della documentazione più specificatamente legata al territorio per poi rendere il tutto disponibile a studiosi ed interessati.

Giovedì 28 gennaio, inoltre, è stata formalizzata la costituzione del Comitato stesso il quale raccoglie il testimone della presenza laica cristianamente ispirata che, negli ultimi anni, è apparso consegnato, quando andava bene, alla polvere dei ricordi se non ad un vero e proprio oblio. «Si tratta di un comitato che accoglie il richiamo di papa Francesco a Firenze per una nuova generazione di politici cattolici – spiega il presidente Giancarlo Chiapello –, in particolare di giovani che abbiano voglia di occuparsi della propria comunità, sappiano assumersi un impegno a formarsi».

Tre le direttrici del Comitato intitolato a don Primo Mazzolari, coscienza critica della Dc, viandante inquieto e grande amico di don Giovanni Barra: conservare per ritrovare le radici, formare per crescere, impegnarsi per consolidare. «Non si tratta del semplice e banale rifugio pre-politico – prosegue Chiapello – ma la voglia di uscire dall’afonia di questi anni, da una diaspora dei cattolici in politica senza risultati significavi, di un cammino non semplice convinti che non sia un mestiere facile fare l’uomo libero ed il cattolico fedele (cfr. Mazzolari).

Il tempo appare propizio proprio nei giorni della discussione sul DDL Cirinnà che è un poderoso richiamo alla difesa della Costituzione, dei diritti dei deboli, contro nuove forme di schiavitù economica, a favore di una democrazia integrale che non deve essere schiacciata dal ritorno di uno Stato Etico: tutto questo investe l’impegno in ogni comunità».

Sta nascendo quindi un nuovo partito a Pinerolo, in vista delle prossime amministrative?

«Potrebbe esserci la tentazione di inquadrare in forma partitica – conclude Chiapello –. Ci è di sostegno il convincimento che sia tempo di andare oltre la camicia di forza destra/sinistra anche per andare controcorrente, per tornare ad essere apertamente portatori di una visione sociale incardinata nella Dottrina Sociale della Chiesa e nella Costituzione, dichiaratamente interolocutori di chi si vuole impegnare per quel bene comune che è Pinerolo. Dunque per dirla con Mazzolari «né a destra, né al centro, né a sinistra, ma in alto».

 A.M.

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