6 e 7 ottobre 2018. Queste le date, ormai ufficiali, della prossima edizione della rievocazione storica “La Machera di Ferro”. Sarà la 19esima, a due anni di distanza dalla precedente. Abbiamo incontrato Luigi Oddoero, storico regista della manifestazione.

Qual è il motivo che vi ha spinto a saltare un’edizione, spostandola ogni due anni?

Il motivo principale è rappresentato dai costi. Noi non abbiamo mai ricevuto grossi fondi da parte della Regione, la quale è pure indietro con il pagamento delle scorse edizioni. Inoltre mantenendo l’evento con cadenza annuale il contributo del Comune rimaneva minimo. Parlando con il vicesindaco e assessore alle manifestazioni, Francesca Costarelli, abbiamo così deciso di renderla biennale proprio per permettere al Comune di stanziare un contributo maggiore, utile a rinnovarsi sempre. Altrimenti, saremmo stati costretti a sminuire la manifestazione, rendendola più breve o addirittura accorpandola in un’unica giornata. E a ridurre notevolmente gli inviti a gruppi storici provenienti da altre città e Regioni. Abbiamo preso spunto da quanto successo con molte altre rievocazioni (piemontesi e non), di cui alcune sono perfino realizzate con cadenza quinquennale. Un altro motivo è rappresentato dalle nuove norme di sicurezza anti-terrorismo, che ci ha costretto a modificare parecchio il formato standard che usavamo da anni.

Quali le novità in arrivo?

Intanto va detto che si ha intenzione di ospitare molti nuovi gruppi della zona, come i falconieri, ma anche altri gruppi provenienti da varie parti del Piemonte (Asti e Vercelli) e d’Italia, fino ad arrivare anche a gruppi stranieri (come gli sbandieratori, da San Marino), allo scopo di differenziarci al massimo dalle altre rievocazioni storiche presenti sul nostro territorio. Ci sono già arrivate numerose richieste di partecipazione da tanti gruppi del centro Italia, le quali non tutte verranno accolte, proprio a causa della sicurezza, che ci ha portato a dover diminuire le sfilate durante l’evento, mantenendo solo quella finale, alla quale prenderanno parte solo gli sbandieratori e i Tamburini di Pignerol. Quest’anno si è deciso di puntare di più sulla cultura. Infatti abbiamo deciso di inserire come luogo visitabile la chiesa di Sant’Agostino, costruita dopo la peste del 1630 circa, motivo per cui fuori dall’edificio si troverà un gruppo di appestati, impersonati da attori filodrammatici del pinerolese. Al suo interno sarà possibile visitare la mostra del pittore locale Piero Bertin, il quale esporrà opere sulla Maschera di Ferro e su molti altri personaggi storici del periodo seicentesco. Sarà inoltre allestita una tavola imbandita tipica, che riprodurrà una scena della reggia di Versailles alla presenza del Re Sole e della sua corte. Nei pressi della Casa Madre delle Suore di San Giuseppe suonerà un gruppo di musici, mentre in piazza Vittorio Veneto e in piazza San Donato andranno in scena numerosi spettacoli che si ripeteranno per tutto il corso dell’evento. Un’altra importante novità sarà la Route d’Artagnan, che consisterà, nell’arrivo in città di cavalieri provenienti dalla Francia nel pomeriggio di domenica 7 ottobre. Probabilmente venerdì 5 ci sarà una conferenza su D’Artagnan al Forte di Fenestrelle con cena d’epoca, in costume alla presenza dei gruppi d’oltralpe francesi. Da questa esperienza nascerà infatti un gemellaggio e una collaborazione con questi gruppi storici, i quali hanno tutto l’interesse che ciò avvenga poiché in Francia non si è mai fatto nulla per rievocare la Maschera di Ferro e questa potrebbe essere una buona occasione.

Quali aspetti del precedente formato manterrete?

Innanzitutto, continuerà ad esserci la tradizionale celebrazione eucaristica con i figuranti in costume. La funzione religiosa viene solitamente svolta, in modo alternato, ad Abbadia Alpina (chiesa San Verano), nella basilica di San Maurizio e in Cattedrale nel corso delle varie edizioni. Quest’anno tocca alla Cattedrale: sarà presieduta dal vescovo Derio Olivero. Inoltre riproporremo la lotteria abbinata alla rievocazione. Ci saranno anche alcuni concorsi tra cui forse, “Indovina chi”, per indovinare il personaggio dietro la Maschera. Infine non potrà mancare l’evento conclusivo con tutti i gruppi partecipanti la domenica sera in piazza Vittorio Veneto, prima di svelare il personaggio misterioso, il quale arriverà in piazza scortato dai moschettieri.

È già stato scelto il personaggio misterioso che si celerà dietro la Maschera?

Entro fine maggio dovremmo saperlo. Inizialmente abbiamo scelto persone conosciute sul nostro territorio, come l’avvocato Alberto Negro (prima edizione), poi però ci siamo indirizzati verso persone famose del mondo televisivo (attori, come Ettore Bassi, comici, quali Gianluca Impastato, Massimo Lopez e Pippo Franco) fino ad arrivare a Stefania Belmondo, campionessa di sci, unica donna a ricoprire tale ruolo. Ultimamente reperire tali personaggi è più difficile, perché la rievocazione tenendosi ad ottobre cade sempre in contemporanea con l’inizio della programmazione autunnale delle reti televisive nazionali.

Qual è il rapporto della vostra associazione con l’amministrazione pentastellata?

Rispetto alle precedenti amministrazioni il rapporto si può dire uguale, anche se debbo ammettere che con i 5 Stelle c’è un maggiore dialogo. Infatti l’assessore Costarelli, che ha interloquito maggiormente con noi, si è dimostrata disponibile ad ascoltare le nostre esigenze, non che prima il precedente sindaco Eugenio Buttiero non abbia cercato di ascoltarci, ma quest’amministrazione sembra più aperta. Anche nella scelta di rendere l’evento biennale, le nostre esigenze sono state recepite e rispettate e questa mi sembra una cosa positiva per un’amministrazione comunale. Ci tengo a comunicare che giovedì 6 settembre tutti i cittadini del pinerolese sono invitati, alle ore 17, alla conferenza stampa, che si terrà presso Eataly per lanciare questa nuova edizione della rievocazione.

Lorenzo Battiglia