Pinerolo. Il 19 aprile scorso  un convegno sui recenti restauri dell’ex “Collegio dei Catecumeni”

Riscoprire, meglio ancora, conoscere veramente l’opera di Bernardo Vittone e il lavoro eseguito in diverse località del Piemonte e per Pinerolo, Città della Cavalleria, con la realizzazione di un palazzo che recentemente è stato sottoposto a restauri: il grande edificio di Palazzo Vittone, su piazza “Fontana”. Diversi contributi di livello, da parte di storici, studiosi, professionisti della cultura si sono levati dai banchi dell’aula magna del C.U.E.A. lo scorso 19 aprile per porre l’accento sulla necessità di riparlare di Vittone e di farlo con cognizione, magari in occasione del meeting internazionale degli architetti in programma a Torino il prossimo anno. Intanto per questo architetto di corte che a Pinerolo operò su incarico di Re Carlo Emanuele III ed eresse nel 1740 un grande edificio destinato ad accogliere il collegio dei Catecumeni, è in atto un percorso di rinnovato interesse nel nome di un programma dal titolo “1704 Giornate Vittoniane 1770” per la valorizzazione e promozione culturale e turistica di percorsi, che ha preso avvio tempo fa su un’idea partita da Bra per poi essere ripresa recentemente. Lo scorso autunno infatti una tappa, una nuova attenzione all’opera di Bernardo Vittone ha avuto luogo a Sant’Ambrogio di Torino con un convegno molto ricco, che ha posto al centro la Chiesa Parrocchiale costruita su “disegno formatone dal signor ingegnere Bernardo Vittone (1759)”e con essa il patrimonio firmato da Vittone presente in diversi paesi della nostra regione. Convegno che è stato in parte riproposto nel pomeriggio pinerolese, con l’aggiunta delle nuove visioni che l’Amministrazione Comunale intravede nel futuro di Palazzo Vittone. A coordinare i lavori, Gianni Bergadano Sopraintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli che ha parlato di un progetto tutto da scrivere, invito ancor più rafforzato dalla visita agli spazi vuoti e degli interni da restaurare e al percorso guidato fra le collezioni del Museo Civico Etnografico del Pinerolese e della Pinacoteca Civica d’Arte che già occupano attualmente i locali del palazzo. Con la sua raccolta dei numerosi reperti quasi ammassati negli spazi dei sotterranei, l’Etnografico ha necessità quindi di poter disporre di nuovi locali, in particolare per il patrimonio etnofonico e dei costumi tradizionali, aspetto tenuto in considerazione nel progetto relativo alla nuova distribuzione e allestimento, e così anche per la civica d’arte, ricca di collezioni risultato di una determinata volontà a preservare la ricchezza pittorica e scultorea del territorio e non solo, e a farne patrimonio godibile dai visitatori. Il convegno aperto dal Sindaco Eugenio Buttiero, presente con gli assessori alla cultura Paolo Pivaro e ai lavori pubblici Angelo Pisaniello, oltre ai contributi dei responsabili dell’ultimo restauro, Santiano e Bounous, ha visto gli interventi di Daniela Magnetti e di Marta Consalvi, specialista nel restauro di edifici barocchi e vittoriani. Il progetto di un itinerario vittoniano che coinvolga tutte le località in cui operò l’architetto è stato illustrato da Matteo Scalise e, infine, l’innovativa proposta per la realizzazione di un centro di interpretazione di Pinerolo e del suo territorio, sul modello di quanto già realizzato con l’iniziativa Museo Torino, è stato presentato da Paola Boccalatte e Alessandro Vivanti.
Al termine taglio del nastro per la consegna del primo lotto di restauri che hanno interessato il consolidamento e il rifacimento del tetto, del cornicione, dei muri esterni, della sostituzione degli infissi e delle gronde.

Alessandra Maritano