1 giugno 2016

Pinerolo. Si svolgerà sabato 11 giugno alle ore 18.30 presso il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, l’inaugurazione della mostra “Il Corpo Militare ACISMOM – oltre un secolo di maxi emergenze”. Saranno presenti numerose autorità tra cui il Vice Commissario magistrale dell’ACISMOM, Marchese Narciso Salvo di Pietraganzili, il Comandante del Corpo Militare Mario Fine e il comandante della Regione Militare Nord, Generale di Brigata Massimo Panizzi.
Verranno esposti per la prima volta a Pinerolo i cimeli storici custoditi normalmente presso il museo storico del Corpo Militare sito in Roma.
Importanti cimeli che testimoniano l’attività ultra centenaria del Corpo, attraverso tutte le maxi emergenze dalla fine del 1800 ad oggi, in cui ha prestato opera di soccorso.
Al termine della cerimonia di inaugurazione, alle ore 20 presso il Circolo Sociale di Pinerolo si svolgerà una cena di gala organizzata dall’Associazione Donors Italia al fine di raccogliere fondi per le opere assistenziali che il Corpo Militare ACISMOM compie nei vari teatri operativi in collaborazione con l’Esercito Italiano.
Il Corpo speciale volontario ausiliario dell’Esercito Italiano dell’Associazione dei cavalieri italiani del sovrano militare ordine di Malta (ACISMOM), abbreviato in Corpo Militare E.I.-S.M.O.M., è un corpo volontario ausiliario dell’Esercito Italiano per l’assistenza sanitaria ed umanitaria.

Il Corpo Militare E.I.-S.M.O.M
Il Corpo militare venne fondato il 19 gennaio 1877 dall’Associazione dei cavalieri italiani dell’ordine di Malta, con lo scopo istituzionale di supporto e sostegno sanitario all’allora Regio Esercito, sia in tempo di guerra che di pace. Con circolare n. 156 del Giornale militare ufficiale del 9 aprile 1909, per disposizione di Vittorio Emanuele III, diventa corpo speciale ausiliario dell’Esercito Italiano e adotta
l’uniforme grigioverde e le stellette.
In oltre 130 anni di servizio, il corpo ha concorso nel fronteggiare numerose emergenze sia in Italia che all’estero. Dal terremoto nel novarese del 1880 a quello Calabro-Siculo del 1908 e della Marsica nel 1915. In particolare, il tempestivo e massiccio intervento a Messina con una “baracca-ospedale” e due treni ospedale valse al Corpo il riconoscimento dello status militare.
È stato impegnato in tutti i conflitti: nella guerra italo-turca (1911-12) al Corpo venne assegnata la Regia Nave Ospedale Regina Margherita, che effettuò sette traversate tra Napoli e la Libia rimpatriando 1.162 feriti e malati. Mobilitato per la Prima guerra mondiale (1914-1918), operò con otto posti di soccorso al fronte, un ospedale da campo, un ospedale territoriale a Roma e quattro treni ospedale che rasportarono
448.000 infermi percorrendo 560.000 km. A testimonianza dell’abnegazione dei suoi uomini, oltre alle onorificenze e ad un encomio dello stesso generale Diaz, il 23 ottobre 1921 venne concesso al Corpo l’uso di un labaro di modello analogo a quello stabilito per il Corpo sanitario del Regio Esercito (R.D. n. 1418).
Venti anni dopo, lo scoppio del secondo conflitto mondiale (1942-1945) vide il Corpo impegnato su numerosi fronti, in primis nella campagna italiana di Russia, ma anche in Albania, Croazia e Francia dove furono schierati tre moderni treni ospedale e numerosi ospedali da campo. In Patria, furono attrezzati due grandi Ospedali Territoriali a Roma e Napoli e sette Posti di Soccorso durante i bombardamenti. I militari del Corpo seguirono quindi fino alla fine il destino delle armi italiane: molti
Ufficiali, Sottufficiali e Soldati del Corpo caddero sotto bombardamenti aerei e tiri d’artiglieria, alcuni vennero fatti prigionieri e condotti nei campi di concentramento della Germania, altri morirono per malattia contratta sui treni o nei posti di Soccorso.
Al termine della guerra iniziò l’attività di ricovero e cura dei reduci della prigionia.
Per questa esigenza vennero allestiti 18 Ospedali Territoriali con la disponibilità complessiva di 5.485 posti letto, che resteranno in funzione fino al 1961.
In conseguenza delle clausole sugli armamenti contenute nel Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, l’Aeronautica Militare cedette al Corpo 39 aerei Savoia-Marchetti SM.82, che volarono così con le insegne dell’ordine in numerosi interventi di emergenza.

Nel dopoguerra il Corpo si è distinto nelle numerose emergenze a carattere umanitario, quali il terremoto di Agadir in Marocco (1960), a Tuscania (Terremoto 1971), in Friuli (Terremoto del 1976), nel Polesine(Alluvione 1976), in Campania (Terremoto dell’Irpinia del 1980), Umbria-Marche (Terremoto del 1997), Molise-Puglia (Terremoto del Molise del 2002), Abruzzo (Terremoto 2009), Emilia (2012) e in missioni di peacekeeping in Albania (1999) e Kossovo (2005).
Nel 2015 i volontari del Corpo militare ACISMOM sono stati impiegati in Kosovo, Libano, Somalia e a Gibuti per svolgere importanti donazioni a favore della popolazione civile.