27 luglio 2015

«ACEA pinerolese industriale rappresenta una realtà importante nel territorio, una realtà sicuramente da tutelare. In ambito regionale, è una delle poche aziende a non aver fatto disastri. Non mancano però alcune criticità». Così Andrea Chiabrando, consigliere comunale di opposizione (gruppo Progetto per Pinerolo). «In primo luogo – prosegue Chiabrando – relativamente alla modalità di raccolta e di gestione dei rifiuti, con una serie di difficoltà (legati all’annosa questione dell’inceneritore) che hanno fatto diminuire la percentuale della raccolta differenziata.

Esistono inoltre problemi di qualità della raccolta e di frequenza dei passaggi dei mezzi. Per non parlare dei costi di gestione, ai quali i cittadini dovrebbero prestare maggiore attenzione: non sono sempre allineati con quelli del mercato. Ad esempio, il Comune di Pinerolo paga cifre alte per la raccolta del cartone e per la pulizia delle aree mercatali. Le colpe, però, vanno attribuite alla politica, non alla gestione aziendale di Acea, sicuramente positiva ».

Sollecitati da queste affermazioni, abbiamo sentito Roberto Prinzio, presidente di Acea Pinerolese Industriale, il quale tiene a rimarcare che «Acea è un’azienda a tutti gli effetti, che come tale è vincolata da un contratto di servizio sottoscritto con i sindaci dei 47 Comuni del pinerolese che fanno parte del Consorzio di raccolta dei rifiuti. Questo contratto ci dà le indicazioni su come operare concretamente. Quindi, alcuni elementi (la posizione e il numero dei cassonetti, le modalità di raccolta…) non dipendono da noi. E non dimentichiamo che, a causa della ridotta disponibilità economica dei Comuni, c’è stata una netta riduzione dei servizi. Certo, perfetti non siamo…».

«Il nostro sistema di raccolta – continua il presidente – è intermedio tra il porta a porta e quello stradale puro: gli Eco-Punti. In questo modo, ci sono meno cassonetti sul territorio comunale, ma alcune aree nelle quali gli utenti trovano i contenitori per tutte le tipologie di rifiuti. Questo porta ad una riduzione dei costi a carico dei cittadini. Un limite è che, a livello di Consorzio, superiamo di poco il 50%, con alcuni Comuni oltre il 75 e Pinerolo che si attesta intorno al 50. Voglio ricordare il sistema porta a porta di raccolta per alcune tipologie di utenti (negozi, uffici…) e di rifiuti (carta). Progressivamente, stiamo sostituendo tutti i cassonetti con quelli nuovi, caratterizzati da uno spazio di inserimento ridotto: questo al fine di diminuire soprattutto lo scarto legato a plastica/metalli, che era eccessivo. Del resto, anche noi siamo sottoposti a controlli (dal Corepla, un organismo nazionale)». Per quanto riguarda il bilancio 2014 di Acea Pinerolese Industriale, Prinzio afferma: «Ci attestiamo sul pareggio, con un utile di 57mila euro e un fatturato complessivo (contando il fatto che Acea Industriale ha due aziende partecipate al suo interno, Acea Ambiente e Acea Power, da cui presto usciranno i privati e saranno assorbite da Acea Industriale) di circa 50 milioni di euro».

Quanto alle criticità: «Fino a tre anni fa, i nostri utili erano più sostenuti, poi non siamo più riusciti a distribuire i dividendi ai soci. Sentiamo anche noi la crisi, dato che i Comuni hanno ridotto i servizi. Va inoltre tenuto presente che la scorsa estate è risultata particolarmente piovosa: questo ha significato circa un milione di euro in meno di introiti (meno utilizzo di acqua per irrigazione e per attività industriali)».

Vincenzo Parisi

Francesco Carciofo, amministratore delegato ACEA