07 aprile 2015

«I lavori di restauro delle strutture di copertura della casa parrocchiale (in particolare, la facciata ed il tetto) sono iniziati durante lo scorso periodo autunnale. Il termine ultimo è previsto per la prossima estate.

I finanziamenti sono arrivati da più fonti: l’8×1000 della Conferenza Episcopale Italiana, un contributo da parte del GAL (Gruppo di Azione Locale) Escartons e Valli Valdesi, una sottoscrizione (tuttora aperta) attraverso la quale abbiamo fatto appello alla generosità della popolazione di San Pietro e, infine, un fondo bancario per coprire la parte eccedente».

Così don Luigi Castagno, parroco dal 2008 di San Pietro Val Lemina. «L’interno della chiesa – prosegue don Castagno – è a posto, l’avevamo sistemato anni fa, grazie alle prestazioni volontarie e gratuite di un gruppo di parrocchiani, artigiani edili del paese. A dire il vero, ci sarebbe da completare il restauro delle volte sopra la navata, ma per ora non abbiamo fondi economici sufficienti.

Anche il tetto della chiesa è già stato ristrutturato». La grande casa parrocchiale è utilizzata prevalentemente (in particolare, i locali situati a piano terra e nella parte interrata) come sede dei gruppi catechistici (attualmente due/tre aule) e per le varie attività dell’oratorio.

Al primo piano, invece, ci sono due piccoli alloggi, destinati al parroco ed, eventualmente, ai suoi familiari o collaboratori. Don Castagno ci tiene a rimarcare che «sia le attività del catechismo, sia quelle dell’oratorio, non hanno risentito dei lavori di restauro della parte esterna della casa parrocchiale: tutto continua a funzionare normalmente, utilizzando i locali disponibili situati fuori dall’area del cantiere».

Per il completamento dell’opera di sistemazione strutturale, prosegue il parroco, «si fa ancora appello alla generosità dei parrocchiani, in maniera da poter ridurre al minimo l’indebitamento bancario».

Vincenzo Parisi

San Pietro 2