Istruzione. Spariscono i circoli didattici e subentrano gli Istituti Comprensivi

 

Persino prima della “Buona Scuola” di Renzi, che di buono sembra avere solo il nome, il mondo dell’istruzione si stava muovendo. Ma solo quest’anno nel pinerolese le scuole di ogni ordine e grado sono riuscite a cambiare volto. Non tanto dal punto di vista estetico ma nell’organizzazione interna. Sono spariti, infatti, i vecchi circoli didattici con i relativi direttori per fare posto agli Istituti Comprensivi gestiti da un Dirigente Scolastico nominato dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR). Sono cinque in totale quelli si trovano intorno a Pinerolo e per ora non hanno ancora un nome (come quelli di valle) ma un numero progressivo da uno a cinque.

Cosa cambia per insegnanti, allievi e famiglie? Lo abbiamo chiesto a Roberta Martino, dirigente scolastica dell’I.C. “Pinerolo II” e reggente all’Istituto “Arturo Prever” di Pinerolo: «Per gli insegnanti si tratta di imparare a lavorare “in verticale”, cioè di seguire lo studente da quando entra alla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di primo grado, assicurando una continuità didattica e di supporto eventuale lungo tutto il percorso scolastico. È una buona novità a mio avviso. Per gli alunni non cambia molto dal loro punto di vista. Invece alcune famiglie possono avere qualche disagio perché il cambiamento produce una riduzione di orario. Il tempo prolungato è di 40 ore. Il tempo normale 27. Con i circoli didattici si riusciva a offrire, con le ore di recupero, alcune ore in più al tempo normale. Ora, con il nuovo ordinamento risulterà un pomeriggio in meno. Questo dipende naturalmente da Istituto a Istituto».

Osservando il panorama dei Dirigenti Scolastici del territorio non si può non notare l’alto numero di reggenze rispetto alla titolarità dei Capi di Istituto. «Questo dipende dal fatto che l’ultimo concorso pubblico per Dirigenti è stato indetto più di cinque anni fa – spiega ancora Martino – In Piemonte su 4000 partecipanti sono entrate 200 persone. Troppo poche rispetto al bisogno del territorio». Vedremo cosa succederà in futuro. Resta l’augurio di un buon anno scolastico a docenti, alunni… e anche ai Dirigenti.

Ives Coassolo

scuola