Alcune settimane fa è approdato, in alcune scuole superiori del pinerolese, un libretto dal significativo titolo “Sex Choices: Contro Guida del sesso”, in maniera discreta: quasi passando inosservato. Si tratta di testo di divulgazione e di educazione alla sessualità che racconta in maniera dettagliata (al limite del porno!) ai giovani il sesso come divertimento e propone che questo sia fatto in tutta libertà distinguendo bene la dimensione sessuale da quella affettiva. Insomma l’affetto non c’entra quando ci si vuole divertire.

Questo libretto è apparso anche al Porporato, sdoganato in particolare dai fondatori del gruppo Welcome. Si tratta di un gruppo nato un paio di anni fa che opera nel liceo per promuovere la conoscenza del mondo omosessuale, lesbico, trasnsessuale, bisessuale, (GLBT in sigla). Galeotta, per la fondazione del gruppo, fu la segnalazione di un insegnante a riguardo in un bacio di due ragazze in un corridoio del liceo. Da questa segnalazione è nato un acceso dibattito interno e un gruppo di insegnanti, con alcuni allievi, ha creato il gruppo per sensibilizzare gli allievi contro l’omofobia.

Sono state proposte, nei dibattiti scolastici aperti alle classi, molte testimonianze di gay e lesbiche a difesa dei loro diritti ed è nato “Welcome”. In questo contesto è stata distribuita la “Contro guida del sesso”. Rilevante è la modalità con la quale questo libretto è stato distribuito: nessun collegio docenti o consiglio di classe era a conoscenza dell’iniziativa, anche nelle altre scuole. «Partendo come attività in ambito dell’educazione alla salute, nessuno ci ha fatto caso più di tanto», spiegano alcuni insegnanti. «Molti colleghi non ne sapevano niente.

La preside, Maria Teresa Ingicco, è stata molto equilibrata. Una volta visto il libretto e ascoltato alcuni insegnanti ha interrotto la distribuzione e si è svolto un incontro per discutere la questione». Ora tutto è fermo. Ma restano alcuni punti aperti: il libretto in questione è stato patrocinato dal comune di Torino, dalla regione Piemonte e dal Governo, ma è stato realizzato senza il consenso della comunità scientifica e di molte realtà educative che non sono state interpellate. Significativa la bibliografia a senso unico del libretto: tutte le idee fondamentali sono desunte dalle pubblicazioni di una psicologa spagnola che di mestiere fa l’attrice e la presentatrice in tv. Il libretto dunque non ha altra valenza che divulgativa.

Un caso analogo è avvenuto in questi giorni in Croazia: il ministero dell’istruzione ha introdotto un corso obbligatorio di educazione sessuale per tre ore settimanali. All’analisi dei programmi è nata una controversia educativa che è arrivata fino alla Corte Costituzionale Croata con questo esito: l’Alta Corte ha deciso il 22 maggio scorso la sospensione delle lezioni di educazione sessuale in tutte le scuole pubbliche del paese, sostenendo che il governo non ha consultato i genitori degli studenti quando ha introdotto l’insegnamento.

L’educazione sessuale a scuola ormai è definita da tutti carente e questi avvenimenti possono spronare la riflessione su come intendere e realizzare un nuovo modello educativo. Ma nel rispetto di tutte le parti in causa. Anche quella genitoriale che non può essere tenuta all’oscuro di quanto avviene nella scuola.

Corridoio Porporato - Copia

Ecco la riflessione di un genitore che ha la figlia iscritta al liceo Porporato: «Nostra figlia ha ricevuto il libretto, ma noi l’abbiamo saputo da terzi. Strano perché in famiglia siamo abituati a condividere in genere. Non ne sapevamo niente. È stata una sgradita sorpresa leggere quel libretto. Su queste tematiche noi dovremmo essere interpellati per poter dire la nostra. Per aggiungere gravità a gravità riguardo ai contenuti si parla del sesso come di un gioco. È un testo che trasuda ideologia da tutti i pori. Il linguaggio utilizzato è un finto linguaggio giovanile. Ci ha fatto ribrezzo notare i vari loghi che patrocinavano questo libretto. Il comune di Torino, la Regione Piemonte e il Governo nella funzione del ministero della gioventù. Ma dopo la lettura attenta del libretto ci chiediamo se questi patrocini siano reali. Del contenuto ne abbiamo parlato in famiglia con i nostri ragazzi e ne abbiamo fatto una lettura critica. Per prima cosa si tratta di un testo realizzato male dal punto di vista editoriale e stilistico. I contenuti poi sono idee poverissime per poter fare chiarezza su un argomento così delicato. Inoltre è chiara la posizione del tutto di parte del pensiero che non è condiviso dalla maggioranza. Si tratta di un pensiero di minoranza che i ragazzi stessi hanno avvertito come una presa in giro. Nostra figlia ci ha detto che attraverso quel libretto l’immagine dei giovani liceali diventa un gruppo di ragazzi che ha voglia di fare sesso tutto il giorno ovunque. Molti giovani si sono sentiti insultati. Questo libretto può servire solo a quel gruppo di ragazzi che vuole sentirsi dire queste cose per continuare a fare ciò che già abitualmente fa in ambito sessuale e che in definitiva non hanno bisogno di questo libretto. Noi per ora ci siamo fermati a una sterile indignazione di fronte a una grossa doppiezza. Ne seguiremo l’evoluzione».

Rivela uno studente del Porporato che alcune classi si sono rifiutate totalmente di ricevere il libretto in questione prima che venisse ritirato, rimandandolo all’insegnante. La riflessione sul delicato tema della sessualità deve essere una questione condivisa e non il risultato di un atto di forza di una parte di minoranza. Ora insegnanti e genitori sono allertati e si vigilerà al riguardo.

Ives Coassolo