Il Comune di Pinerolo recentemente ha beneficiato di una preziosa donazione di arredi storici che i cittadini potranno ammirare a Villa Prever, attuale sede del Museo Didattico di Scienze Naturali di Pinerolo. Ma da dove arriva tale mobilio? E perché sarà collocato proprio a Villa Prever? Per capirlo occorre tornare all’inizio del secolo scorso.

I Prever, benestante famiglia ebrea torinese, per l’arredamento della Villa, si erano rivolti a Vittorio Valabrega, abile falegname e mobiliere che serviva molte famiglie di Torino e del circondario. Alcune sue opere erano state perfino esibite all’Esposizione di Torino del 1928.

Il pronipote di Valabrega, Vittorio Diena, residente a Torre Pellice, ha ereditato dalla zia, Marisa Diena, molti oggetti e arredi realizzati dal bisnonno e si è trovato in casa, suo malgrado, un vero e proprio museo.

Negli ultimi anni, per raccontare la storia dei suoi genitori, una coppia di partigiani protagonisti della resistenza nelle valli pinerolesi, Vittorio ha iniziato a raccogliere informazioni e documenti. «Appartengo alla generazione che non usa il Web – racconta Diena – ma Maria Rosa Fabbrini, che mi aiuta in questa ricerca, mi ha segnalato che compariva un Valabrega sul sito del Museo di Scienze di Pinerolo».

Così Vittorio incontra Massimo Martelli, direttore del Museo, e scopre che il mobilio di Villa Prever è tutto quanto opera dell’illustre antenato. Decide, quindi, di donare al museo alcuni pezzi in suo possesso: una sedia, una pendola e una cassapanca. La donazione si è conclusa burocraticamente nei giorni scorsi e adesso Martelli sta già pensando ai restauri.

La pendola non ha più la parte meccanica e sarebbe necessario un restauro in breve tempo. Alla sedia occorre un intervento di minore entità: sarebbe sufficiente una buona pulizia per far risaltare gli intarsi e l’immagine intagliata di un Indiano del Nord America (all’inizio del secolo scorso, dopo il passaggio della carovana di Buffalo Bill a Torino, l’immagine dell’indiano era molto di moda).

Intarsi con scene di caccia all’orso e al leone (piuttosto singolari per il nostro territorio) fanno bella mostra di sé sulla seduta e sulla cassapanca. Queste opere sono già visibili negli orari di apertura del museo (tutte le domeniche dalle 10.45 alle 12 e dalle 16 alle 18).

Cristina Menghini

Pinerolo Valberga