22 giugno 2014

Pugliese, classe 1950, ex insegnante di Lettere (all’Istituto alberghiero “Prever” di Pinerolo), attualmente in pensione. Domenica 6 luglio, alle ore 18:30, nella chiesa cattedrale San Donato, gli sarà conferito dal vescovo Pier Giorgio Debernardi il ministero del diaconato permanente, insieme a Giacomo Corradino. A Campanaro, residente a Pinerolo e parrocchiano proprio della cattedrale, abbiamo posto alcune domande.

Chi è Giuseppe Campanaro?

Sono nato nel 1950 in un piccolo paese della Puglia, dove ho trascorso l’infanzia in condizioni economiche modeste, ma in piena libertà. Durante l’adolescenza, la mia famiglia si è trasferita a Torino. Ho frequentato l’Università in un periodo di profondi conflitti politici e sociali. Con il matrimonio ho stabilito la mia residenza a Pinerolo, dove ho svolto la professione di insegnante. Ho cominciato il corso per diventare diacono permanente quattro anni fa. I primi due anni lavoravo ancora, ma ora sono in pensione.

In sintesi, la storia del suo impegno ecclesiale.

Da bambino, al paese, rientrava nell’ordine naturale delle cose andare a messa la domenica e fare il chierichetto. Avrei voluto entrare in seminario, ma mia madre non acconsentì. A Torino,  durante l’adolescenza, ho frequentato regolarmente l’oratorio, ma negli anni giovanili ho avuto un atteggiamento più critico nei confronti della Chiesa. Nell’età matura c’è stato un riavvicinamento e ho cominciato a svolgere l’incarico di lettore e accolito durante la celebrazione eucaristica domenicale. Attualmente, partecipo alle riunioni del consiglio pastorale parrocchiale di San Donato, porto l’Eucaristia agli infermi, collaboro in casa parrocchiale e mi sono occupato del catechismo dei bambini delle scuole elementari.

Motivazioni che l’hanno portata a chiedere il diaconato e passi del cammino.

Verso i cinquant’anni, con lo svanire delle illusioni giovanili, ho cominciato a tracciare un bilancio della mia vita. Il Signore ha bussato alla mia porta quando mio cognato, un uomo sano, esuberante, pieno di vita, è morto. È cominciato un lavoro di introspezione che mi ha portato ad abbracciare, senza riserve, il cristianesimo. Le dimissioni del vescovo di Roma Benedetto XVI, assediato da mesi, bersagliato da tutte le parti e tradito da alcuni dei suoi più stretti collaboratori, mi hanno fatto capire che non è più tempo di indugiare, di stare a vedere, ma c’è bisogno del contributo di tutti, perché i nemici della vigna del Signore si stanno riorganizzando per tornare a devastarla. Don Giorgio Grietti (cancelliere vescovile, n.d.r.) e don Rino Montagnini (penitenziere della chiesa cattedrale, n.d.r.), in qualità di incaricati diocesani per la formazione dei futuri diaconi permanenti, hanno indirizzato i miei studi e il mio percorso di preparazione.

Come è nata la sua collaborazione giornalistica con “Vita”?

Don Montagnini, venuto a sapere che ero giornalista pubblicista e anche vice presidente dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana, n.d.r.) del Piemonte, mi invitò a collaborare al nostro giornale diocesano, “Vita Diocesana Pinerolese”, e lo faccio tuttora con molto piacere.

Dopo l’ordinazione: quali prospettive per il suo futuro?

Mi metterò al servizio della comunità diocesana di Pinerolo, in piena obbedienza alle decisioni del vescovo.

Vincenzo Parisi
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Giuseppe Campanaro