10 giugno 2016

È sempre proiettato verso le infinite declinazioni dell’espressione artistica e del reale il Museo d’arte contemporanea En Plein Air (Stradale Baudenasca, 118, Pinerolo) di Elena Privitera, ideatrice e promotrice, stavolta, insieme a Giovanni Fasulo, con il contributo di Luca Storero, della mostra che sarà inaugurata l’11 giugno alle ore 17 “Face to Face ovvero Marionette Parallele”. L’esposizione, nell’ambito del Festival Internazionale del Teatro di Figura, vanta opere di ben diciannove artisti le cui opere mirano a intrattenere con lo spettatore relazioni diverse: affermazione, proiezione, identificazione, alterità, immaginazione.

Arte che se richiama da una parte le istanze del romanzo pirandelliano “Uno, nessuno, centomila”, lasciandosi i soggetti di Face to Face a tratti definire dall’esterno o dal rapporto con gli altri, da un altro punto di vista cerca di rispondere alle domande che la scrittrice statunitense Emily Dickinson poneva secoli fa nei suoi scritti e che questa mostra si presta ad attualizzare in un dialogo tra artisti-autori e pubblico: “I’m nobody! Who are you? Are you nobody, too?”

È il contrasto individuo-persona che fino a sabato 18 giugno, tuonerà tra le stanze e i corridoi di un museo che come un grammofono diffonde note d’arte che si rivelano all’interpretazione dell’altro, o si celano ad essa. Tante storie che gravitano attorno alle visioni di Marco Abrate Rebor, Veio Aresu, Caty Bruno, Marco Da Rold, Domenico Doglio, Moho Drissi, Hubert Duprilot, Massimiliano Gaglio, Flavio Romualdo Garofalo, Ian Gamache. E ancora Rosanna Giani, Laura Govoni, Nadia Magnabosco, Philipa Kholy, Benedetta Picco, Francesco Sambo, Rèdha Sbaihi, Anna Maria Scocozza e Luca Storero in una sinfonia che mostra l’appartenenza di ogni essere umano a un ruolo, una categoria sociale e, al contempo, al proprio “io” nella dimensione più intimistica.

«Oggi, negli spazi dell’En Plein Air – spiega Elena Privitera – si perpetua la magia della commedia, della parte del sé che racconta, svela, cela, svela e fugge, dal sipario al network, dalla strada alla rete universale, è tempo di meravigliarsi, ma è anche tempo di vivere, così, come la contemporaneità propone.»

Cinzia Pastore