Continua anzi si aggrava l’emergenza abitativa nel nostro territorio. Sono sempre più numerose le famiglie che per motivi diversi si trovano a dover fare i conti con spese che non riescono più a sostenere. Per evitare di arrivare al punto di non ritorno dello sfratto sono stati attivate strategie pubbliche e private. Tra queste il comitato “Rete Casa del Pinerolese” che prosegue il suo impegno affinché un maggior numero di proprietari metta a disposizione i propri immobili, più comuni aderiscano ai Patti Territoriali per i canoni agevolati e qualcuno si aggiunga al gruppo dei volontari.
«È un progetto che ho voluto e in cui credo molto». Ad affermarlo è Agnese Boni che si era impegnata su questo versante come assessore alle Politiche Sociali nell’amministrazione precedente e che, terminato il suo mandato, continua come volontaria a lavorare nel comitato.
Il progetto è rivolto a quella fascia di persone che in questi anni ha avuto una diminuzione di reddito e non può più permettersi in modo completo tutte le spese riguardanti la casa. Non solo l’affitto ma anche le spese condominiali e il riscaldamento. Si tratta di famiglie in cui è venuto meno uno stipendio o famiglie monoparentali in cui l’unico reddito è stato fortemente ridotto come nel caso delle vedove o di quei padri che, a causa di una separazione, si trovano costretti a cambiare alloggio.
Nel programma sono previste garanzie a favore dei proprietari di casa, per eventuali morosità da parte degli inquilini che già non beneficino delle garanzie offerte, a livello locale, dalla pubblica amministrazione. Inoltre, ai proprietari che aderiscono al progetto, vengono offerte agevolazioni fiscali.
Per arrivare ad offrire queste opportunità il Comitato ha collaborato con la Caritas nella persona di Pierluigi Dovis e con la fondazione Operti di Torino a partire dal 2012; nel 2014 è stato formalizzato il protocollo di intesa con Cumiana seguita da Pinerolo a cui si è accodato None. Ma il progetto ha una valenza per tutto il territorio del pinerolese.
Agnese Boni prosegue il lavoro portato avanti per molti anni da Franco Algostino e conferma che nel 2014 sono stati stipulati 21 contratti ancora attivi. I volontari del Comitato non si limitano solo a far incontrare i due contraenti (i proprietari e gli eventuali inquilini). Entrambe le parti vengono seguite passo a passo. Si controlla se permane lo stato di indigenza, se non si cade in morosità e se i canoni pattuiti vengono ritoccati. In caso di morosità il comune mette a disposizione un fondo di garanzia. «Anche l’attuale amministrazione ha accettato i protocolli di intesa per questi affitti – specifica Agnese – anche perché è una forma preventiva per non arrivare al punto di rimanere senza casa».
Tre sono gli attori di questo progetto: il Comune che rinuncia ad una parte dell’IMU, l’associazione e i proprietari di alloggi. Ma la collaborazione dei tre è vincente se è solidale. Spesso i proprietari di alloggi conoscendo la situazione del futuro inquilino e avendo la garanzia economica da parte del Comune e l’assistenza del Comitato limano un po’ i canoni. «Abbiamo avuto anche situazioni di collaborazione tra inquilini e proprietari – aggiunge Carlo Gonella volontario del Comitato -. Di queste cose le agenzie immobiliari non possono tenere conto ma è bene precisare che non vogliamo essere in concorrenza con le agenzie! Loro hanno altre utenze. Tuttavia si potrebbe arrivare anche ad una collaborazione con loro a vantaggio di tutti».

Cristina Menghini

Per dare la propria disponibilità al progetto di Rete casa è possibile chiamare i numeri 329.6856871 e 324.6897043 oppure inviare una e-mail a comitatoretecasadelpinerolese@gmail.com

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