30 dicembre 2014

Considerazioni semiserie e altamente improbabili da un futuro non troppo lontano

Scendendo di sera dalla Val Chisone, passando sulla tangenziale di Abbadia Alpina si vede un complesso sfavillante di luci; è il Centro Ippico Nazionale che ospita manifestazioni a cui partecipano migliaia di spettatori italiani e stranieri che sono attratti dai programmi del Cadre Noir di Saumur, eventi che si svolgono ormai da anni, a Pinerolo, alternati ai caroselli dei Carabinieri a cavallo e dai maestri di dressage della Spanische Hofreitschule di Vienna, altri ospiti fissi ai rinnovati fastosi eventi internazionali che si svolgono a Pinerolo, alternandosi tra il nuovo maneggio “Agnelli” e la storica antica cavallerizza “Caprilli”, sede di applauditi spettacoli equestri. Le visite guidate a questi complessi edilizi e gli eventi spettacolari si affiancano ai più tradizionali concorsi ippici, tornati ai massimi livelli e frequentati dal gotha internazionale degli sport equestri.

I pacchetti turistici venduti dai tour operator sui principali mercati del settore fanno scoprire anche i beni culturali del territorio pinerolese, dall’open space della cultura costruito trasformando il novecentesco quadrilatero del complesso della ex Caserma Bochard di S. Vitale, al polo museale installato nel settecentesco Palazzo Vittone, dove l’arte preistorica, l’archeologia e l’antropologia, l’etnografia e la pinacoteca si presentano con soluzioni di avanguardia, secondo il progetto realizzato da uno dei maestri della museologia internazionale, erede di Oscar Niemeyer e di Norman Foster; collegato – per la grande storia di Pinerolo, prima capitale del Piemonte con i Principi d’Acaja, città fortificata di prima classe con il Re Sole Luigi XIV di Francia, capitale mondiale durante la belle epoque con la Scuola di Cavalleria Italiana – al Museo dell’Arma di Cavalleria, eccellenza a livello internazionale e faro attrattore per il sistema culturale del Pinerolese, territorio da sempre “cerniera” tra differenti culture, lingue, religioni, pianura e montagna.

In che modo furono affrontati i problemi di gestione di questo enorme complesso progettuale socio-economico e culturale ? Puntando al futuro per vincere la sfida ed uscire, nel medio – lungo periodo, da una situazione di stag-flazione che caratterizzava l’inizio di questo secondo decennio del XXI secolo.
Se ne era parlato nella Biblioteca Civica il 15 Dicembre 2014 nel corso di una affollata e partecipata tavola rotonda organizzata da Italia Nostra, Sezione “Ettore Serafino”, sul tema del “polo culturale” di Pinerolo, relatore -tra gli altri- il Sindaco di Pinerolo Eugenio Buttiero il quale aveva esternato la convinzione che la nuova frontiera era quella di realizzare il progetto di un complesso integrato di istituzioni culturali del territorio. L’intervento, dal pubblico, di un Direttore di Museo, antico per ruolo e per naturale canizie, aveva posto in evidenza, in primis, che – se si voleva evitare di cadere nel cliché donchisciottesco o in quello dei costruttori di cattedrali nel deserto, occorreva progettare il management e la sostenibilità economica del “polo”. La proposta del Decano, che si rifaceva ad esempi concreti di soluzioni già attuate con successo altrove, era quella di creare un Ente pubblico-privato per la gestione integrata di vari istituti municipali, attualmente a conduzione separata: Teatro Civico, Istituto Musicale Civico, Biblioteca Civica, Musei Civici; ovvero fondare una Fondazione Civica per la Cultura. Superate le resistenze corporative, fatta studiare la struttura della Fondazione da qualificati esperti delle materie connesse, era risultato vincente il progetto di una Fondazione a maggioranza pubblica in grado di inserire quote di privati con la partecipazione anche di Fondazioni bancarie di alto profilo e di solide tradizioni.

La nuova “macchina del polo culturale” era stata messa in moto con energia sufficiente e con oculata lungimiranza, ed oggi, dieci anni dopo, si può verificare che i flussi di turisti nazionali ed internazionali sono in costante crescita con un notevole beneficio per la qualità della vita e per i positivi risvolti socio-economici collegati.
Cieli blu per i figli dei nostri figli sono una realtà possibile.

Dario Seglie

Monviso con Cappello Pinerolo