È stata la solidarietà la portata principale della cena servita lo scorso 19 maggio all’Istituto Alberghiero Prever di Pinerolo. Ospite d’onore un’ex-allieva davvero speciale: Ines Marie Aladi, suora del “Cuore Immacolato di Maria Madre di Cristo”, una congregazione fondata in Nigeria nel 1937 da un sacerdote irlandese.
La storia di suor Ines è una parabola moderna, fatta di tenacia e di coraggio. L’abbiamo incontrata insieme alla superiore regionale dell’Europa, suor Mary Priscilla che racconta: «La nostra congregazione è giunta in Italia nel 1980 chiamata dal vescovo di Torino per lavorare in una casa di cura. Da qui poi siamo andate in altre parti dell’Italia. Oggi nel mondo siamo quasi mille, presenti oltre che in Nigeria, in diversi paesi africani, europei e in America».
Suor Ines è arrivata nel 1997. «Ho cominciato lavorando in una casa di riposo di Rivalta dove sono rimasta per sette anni. Dopo aver conseguito i titoli delle scuole primarie italiane mi hanno consigliato di proseguire gli studi anche se ero già “vecchia” per stare in mezzo agli studenti giovani. Qualcuno mi ha detto che la scuola alberghiera di Pinerolo era ottima. Mi ha accompagnato la signora Mariangela Picca, che oggi è presidente dell’associazione “Progetto Scuola Nigeria”. Così ho iniziato il mio percorso in mezzo ai ragazzi che dicevano: questa ha l’età di mia nonna!»
Ma suor Ines, allora quarantenne, non si è fermata di fronte alle difficoltà di età e lingua e non solo è riuscita a conseguire il diploma ma anche a conquistare il cuore dei suoi giovani compagni di classe, diventando loro confidente e punto di riferimento. «Quando ho terminato – prosegue – hanno voluto gemellare la loro scuola con la nostra scuola in Nigeria, a Onitsha». Dopo il diploma, nel 2009, ha perfezionato le sue abilità con uno stage in pasticceria ad Alba e, nella preghiera, è nato il progetto di aprire una scuola di pasticceria in Nigeria.
«Anche il nostro fondatore, l’arcivescovo Charles Heerey, quando arrivò in Africa, senti la necessità di fare qualcosa per i più poveri – riprende suor Mary Priscilla -. Lui apparteneva alla congregazione dello Spirito Santo ed era molto devoto della Madonna. Andò a Lourdes per capire che cosa fare. Qui la Vergine Maria gli disse che doveva fondare una congregazione locale, perché la popolazione fosse protagonista nell’aiutare ed evangelizzare se stessa. Ed è quello che sta facendo suor Ines: aiutare le persone ad aiutare se stesse».
Per realizzare questa scuola alberghiera, che si chiamerà “Prever – Purissimo cuore di Maria” è nata l’associazione “Progetto scuola Nigeria” e in molti stanno portando il loro contributo, tra cui il Politecnico di Torino e il Sermig. La struttura di Onitsha dovrebbe aprire i battenti a ottobre ma mancano ancora alcuni tasselli importanti, come un generatore per la refrigerazione, fondamentale per il laboratorio di gelateria. Un altro problema – e su questo fronte è attivo il preside dell’alberghiero di Pinerolo, Rinaldo Merlone – sarà far riconoscere il titolo di studio dal governo nigeriano e magari anche da quello italiano.
«La scuola sarà aperta gratuitamente alle ragazze e ai ragazzi, soprattutto ai più poveri – conclude suor Ines – per insegnare loro un mestiere in modo che possano lavorare con professionalità e aiutare se stessi. Sono previsti anche corsi di cucina italiana e di educazione alimentare per seguire diete bilanciate».
«Sarà una scuola-laboratorio – precisa Mariangela Picca – che confezionerà e venderà i suoi prodotti in modo da essere autosufficiente dal unto di vista economico. Ora serve il generatore ma i nostri progetti vanno oltre. Vorremmo acquistare alcune biciclette con congelatore per portare i gelati nei villaggi e poi anche un furgone frigorifero. Per questo continuiamo a raccogliere fondi».
In questa prospettiva il bilancio della cena, giunta alla sua quarta edizione, è più che positivo con 145 coperti. Suor Ines rientrerà in Africa a luglio e Mariangela è attesa per l’inaugurazione della nuova scuola.

Patrizio Righero

Foto Lino Gandolfo