Prosegue la via crucis dei lavoratori Pmt.  Oggi pomeriggio a Torino il curatore fallimentare incontrerà i delegati dei lavoratori e i sindacati per presentare un accordo sui licenziamenti.

«Non conosciamo il contenuto della proposta – spiega Cristina Macari (Fim-Cisl) -. Quando avremo in mano il documento capiremo di che cosa si tratta. Domani lo presenteremo all’assemblea dei lavoratori che decideranno in merito. L’ipotesi è che i lavoratori possano uscire in modo volontario e quindi percepire almeno l’indennità di disoccupazione (NASpI) che per il primo periodo è pare al 75% dello stipendio con un tetto massimo di 1300 euro».

Intanto ieri pomeriggio Giorgio Cremaschi, già presidente del Comitato Centrale della Fiom, ha fatto visita al presidio dei lavoratori PMT di Pinerolo. Da lui è venuta un’ulteriore sollecitazione alle istituzioni affinché sblocchino una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più insostenibile.

Questa mattina, sul suo profilo facebook, Giorgio Merlo (PD) ha attaccato l’inconcludenza delle azioni politiche delle scorse settimane: «dopo le promesse a vuoto e propagandistiche sugli ammortizzatori sociali per i lavoratori colpiti dalla crisi dell’azienda – pessima cosa – che non sono arrivati perché non potevano arrivare, l’unica speranza è quella che adesso arrivino uno o più acquirenti per rilanciare lo stabilimento e, soprattutto, per riassumere i lavoratori o parte di essi . Questo dovrebbe essere il vero compito della politica e delle istituzioni. Come si fece nell’altra grave crisi di questa azienda nel lontano ’99-2000».

E ha concluso: «In quanto alle promesse a vuoto delle scorse settimane sugli ammortizzatori sociali ogni commento è persin superfluo. Soprattutto quando si gioca sulla pelle delle persone e delle rispettive famiglie».