24 novembre 2014

L’INAS (Istituto Nazionale Assistenza Sociale) della CISL, così come gli altri patronati italiani (ACLI, INCA e ITAL), si trova attualmente di fronte ad una grande problematica di natura finanziaria. Il governo ha infatti stabilito un taglio delle risorse destinate al Fondo patronati (calcolato sulla base del numero di istanze inoltrate dai patronati a INPS, INAIL, INPDAP e Ministero degli Interni), pari a circa il 35%, nell’ambito della Legge di Stabilità 2015. I rappresentanti dei patronati contestano questo provvedimento, sottolineando che già allo stato attuale soltanto il 20% delle pratiche da loro svolte è finanziato tramite il Fondo, mentre l’80% viene sovvenzionato mediante i versamenti di 21 milioni di lavoratori, utilizzati per offrire servizi gratuiti a 51 milioni di cittadini. A livello provinciale la percentuale del 2013 era pari al 30% e ha subito un calo di 10 punti percentuali nel 2014. Il CE.PA. (Centro Patronati) ha reso noto che «la rete dei patronati ha portato un risparmio annuo accertato a favore dello Stato di circa 657 milioni di euro a livello nazionale. Il taglio di 150 milioni di euro avrà conseguenze gravi per cittadini ed enti previdenziali», soprattutto considerando che «la crisi, il cambio normativo in materia previdenziale, l’obbligatorietà del canale telematico a favore degli enti e la contrazione dell’organico degli istituti previdenziali» ha provocato la conseguente chiusura di molti sportelli INPS e INAIL. Meno sportelli pubblici, meno finanziamenti ai patronati e complicate pratiche digitali che spesso i cittadini non riescono a gestire: un quadro che prospetta un vero e proprio collasso del sistema. Due sono le possibili soluzioni di riorganizzazione dei patronati di fronte a questa situazione, ovvero la riduzione del personale o l’istituzione di un tariffario per le pratiche; siccome nessuna delle due appare come risolutiva in termini di efficienza e di servizio (gratuito) al cittadino, il CE.PA. ha organizzato una campagna di mobilitazione contro il provvedimento. Chi intende partecipare alla raccolta di firme a favore della petizione può rivolgersi direttamente alla sede CISL di Pinerolo.

I servizi dell’ANTEAS
Esiste anche un’altra realtà interna alla CISL, ovvero l’associazione di volontariato ANTEAS – sezione di Pinerolo, che offre servizi gratuiti per la terza età, spesso in convenzione con i comuni. Una delle principali attività svolte dalla ANTEAS pinerolese è l’accompagnamento di persone, soprattutto anziani, presso le strutture sanitarie per esami e visite mediche. Ma ci sono anche servizi socio-assistenziali e informativi. Pur non essendoci un sito internet dedicato alla sede di Pinerolo è comunque possibile reperire informazioni sui servizi, le sedi e gli orari di apertura e le ultime notizie sui portali nazionali e regionali, consultabili ai seguenti indirizzi: www.cisl.it, www.filcacisl.it (specifico per i lavoratori del settore costruzioni e affini), www.inas.it, www.pensionati.cisl.it, www.cafcisl.it e www.anteaspiemonte.it La CISL di Pinerolo risponde al numero 0121.361611.

Miriam Paschetta

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