Pinerolo. Lo scorso 18 ottobre la Giunta 5stelle ha deciso di manifestare l’interesse per acquisire, a titolo gratuito, la Cavallerizza Caprilli. Questo monumento storico, simbolo della città, ora di proprietà dell’esercito, sarà infatti alienato in quello che viene chiamato “Progetto Task Force” finalizzato alla «valorizzazione e la dismissione degli immobili non residenziali del Ministero della Difesa». Tra questi è stata inserita anche la Cavallerizza di Pinerolo che, secondo gli ordini, dovrà essere liberata entro la fine dell’anno. Task Force prevede che tali strutture potranno essere destinate ad attività di: «valorizzazione e alienazione; riduzione affitti passivi…» e anche «soddisfacimento esigenze particolari dei Comuni». Ed è qui che si inserisce la mossa dell’amministrazione.

«Quello su cui noi stiamo lavorando – spiega il sindaco Luca Salvai – è cercare di dare una continuità di utilizzo, altrimenti quell’edificio resterebbe vuoto e abbandonato a se stesso per un periodo di tempo indeterminato. La destinazione sarebbe quella di ora, cioè i cavalli». Al momento c’è una convenzione tra l’esercito e l’ANAC (Associazione Nazionale Arma di Cavalleria) e la gestione della struttura e delle attività è affidato all’associazione “La Piccola Lark”. A conti fatti, al ministero della difesa, non costa nulla. Eppure la decisione sembra irreversibile. Il senatore Lucio Malan non scarta l’ipotesi di un’interrogazione al ministro della difesa per capire le motivazioni di questa scelta e scongiurare la dismissione di un bene “dal valore inestimabile”. «Purtroppo in questo caso – riferisce Malan – il ministero ha seguito dei criteri burocratici: ciò che non serve per fini militari e rappresenta un costo va alienato. Di qui a dicembre, però,  c’è ancora tempo per muoversi».

Chi invece palude le scelte del ministero è la senatrice Magda Zanoni: «è una questione che sto seguendo da tempo a Roma con i vertici della Difesa e la Ministra Pinotti perché credo sia importante garantire questo patrimonio alla collettività pinerolese». Sempre sul versante Pd, Luca Barbero ha dichiarato di guardare con favore «alla decisione presa dalla Amministrazione di Pinerolo di iniziare il percorso per acquisire al Patrimonio della Città la Cavallerizza».

Più critico, invece, il parere di Dario Seglie, direttore del CeSMAP: «chi sa leggere la storia sa che la Cavallerizza Caprilli è in primis un patrimonio dei cittadini Pinerolesi, poi un patrimonio nazionale ed un monumento che coinvolge la Storia mondiale. Se le vigne, le tome ed i tartufi delle Langhe sono assurti a Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO, la Cavallerizza Caprilli dovrebbe ricevere la proposta per una nomination per la World Heritage List; è monumento insigne non solo perché fu il più grande e bel maneggio d’Europa, ma perché a Pinerolo convennero da tutte le nazioni cavalleggeri per imparare l’arte equestre».

La sorte della Cavallerizza, poi, è strettamente legata a quella del Museo di Cavalleria che potrebbe abbandonare anch’esso la città. «Dovremmo dimostrare – prosegue Seglie – che i Pinerolesi ci tengono al Museo Nazionale dell’Arma di Cavalleria, museo che ha un’area espositiva più grande del Museo Egizio di Torino, ma per il quale le Amministrazioni Comunali fino a tempi recenti non hanno dato segni visibili di vivo interesse per scongiurarne lo spostamento, ora che Pinerolo ha perso anche il più antico Reggimento di Cavalleria, Nizza 1°, risalente al 1690, lasciato andare via senza opporre una vera resistenza».

E conclude: «pensare a come conservare e ri-utilizzare il Maneggio, dedicato alla memoria di Federigo Caprilli fin dall’inizio del secolo XX, deve essere compito, arduo ma esaltante per l’altezza della sfida, degli Amministratori oggi in carica, non chiusi nelle segrete del Palazzo, ma con un confronto aperto e democratico con i veri proprietari del monumento: i Cittadini; formando anche una Commissione di esperti ad hoc ed evitando di improvvisare progetti dilettanteschi per improbabili riusi: tipo mercato coperto del pesce o dell’ortofrutta o altre simili pensate esecrabili. Saumur in Francia e Vienna in Austria insegnano quali possono essere le vie maestre da percorrere e le sinergie da creare».

P.R.