18 giugno 2016

Probabilmente il meteo darà un mano. Nel senso di scoraggiare gite marittime o montanare. Quelle che contribuiscono a tenere gli elettori lontani dalle urne. Tuttavia le ragioni dell’astensionismo che ha caratterizzato la lunga primavera pinerolese – primarie Pd, referendum e primo turno delle amministrative – sono certamente più profonde. Nell’ormai lontano 1999, e in un contesto totalmente diverso, Mino Martinazzoli dichiarava: «non bisognerebbe limitarsi a stupirsi, di volta in volta, per questo distacco tra la vita e la politica. Una politica che è debole e dà di sé solo un’immagine clamorosa non recupera il contatto con la gente».

Oggi, a quel fattore indicato con lucidità dal democristiano – forse l’ultimo! – Martinazzoli, si è aggiunta una diffusa mal-educazione civica e politica che ha indebolito – e forse anche impigrito -l’elettorato. Difficile individuare i colpevoli. Ancora più difficile individuare gli innocenti, se mai ce ne sono.

La cura? Ritornare a fare formazione, coinvolgere, abbattere le barriere tra strade e “palazzo”.

La chiave di volta? Un rinnovato senso di responsabilità. Della classe politica, senza dubbio. Ma anche dei cittadini.

Esprimersi nelle urne è un passo fondamentale eppure non basta. È importante andare a votare. Poi, però, occorre proseguire l’impegno. Incalzare gli amministratori. Aiutarli. Stimolarli. Marcarli a uomo, si potrebbe dire mutuando l’immagine dal linguaggio calcistico.

Nella notte tra domenica e lunedì sapremo chi, tra Luca Barbero (PD) e Luca Salvai (M5SS), sarà il nuovo “primo cittadino” di Pinerolo, chiamato a coinvolgere tutti gli altri per il bene comune. La sfida, per entrambi, è quella di ricostruire un tessuto civico vivo e vitale. Anche e soprattutto se questo renderà più duro il loro lavoro.

P.R. 

confronto barbero salvai (1)