18 maggio 2016

Il mondo della cultura c’è. In occasione del confronto tra i candidati sindaco per Pinerolo la sala del Museo Diocesano ha contenuto a fatica il numeroso pubblico presente. Un bel segno di vivacità che ha premiato lo sforzo delle associazioni che hanno organizzato la serata di venerdì 13 maggio.

Intervistati dal direttore di Vita Diocesana, Patrizio Righero, i candidati (alcuni rappresentati dai capolista) si sono espressi sugli obiettivi generali, su singoli progetti e sui rapporti tra Amministrazione e associazioni.

Luca Barbero (Pd, Moderati e CittàViva) ha cercato di restare in equilibrio tra nodi irrisolti del passato e del presente (un esempio su tutti la Commissione cultura convocata una sola volta in 5 anni) e prospettive di sviluppo per il futuro a partire dalla valorizzazione degli edifici storici. Pier Giorgio Tomatis, in rappresentanza di una indisposta Piera Bessone (Pinerolo Attiva), ha sottolineato le criticità comunicative della città indicando nel rinnovo del sito internet del comune una delle priorità. Sintetico e “regolare” l’UDC Ubaldo Cacciola che ha puntato sull’importanza di un lavoro condiviso. Aida Revel, intervenuta al posto dell’assente Gualtiero Caffaratto (Lega Nord), ha richiamato l’emergenza del decoro cittadino, primo biglietto da visita di chi vuol puntare sul turismo. Assente anche Pietro Manduca che è stato rappresentato dal capolista Stefano Nangeroni (Sinistra solidale) particolarmente attento al mondo dei giovani. Per Mauro Martina (Forza Italia e Fratelli d’Italia) il primo passo è l’inventariazione dei beni e delle risorse culturali. Con i piedi per terra e lo sguardo rivolto allo sviluppo del territorio, Enrica Pazè (Pinerolo in Comune) che ha richiamato l’importanza di fare rete con quanti già operano ad alto livello nel campo culturale. Pungente e provocatorio Luca Salvai (Movimento5Stelle) che ha evidenziato la disparità con la quale fino ad oggi sono stati erogati i fondi e le risorse per le realtà culturali.

Alla domanda secca: «chi è d’accordo ad abolire la tassa di affissione per le iniziative culturali nel centro storico?» Alcuni hanno risposto decisamente «sì». Altri: «Sì, ma…».

Al di là dei singoli programmi, dall’incontro sono emerse alcune evidenze.

Caserma Bochard. Sostanzialmente tutti i candidati sono d’accordo sul fatto che, avendo l’amministrazione uscente speso 30mila euro per uno studio di fattibilità, sia opportuno riceverlo e valutarlo prima di avanzare progetti.

L’ex Tribunale, in linea di massima (dopo un eventuale ultimo tentativo per restituirlo alle toghe), dovrà trovare rapidamente un utilizzo per evitarne il degrado, e la maggior parte dei candidati sindaci ritengono che debba essere destinato ad ospitare strutture e uffici comunali al momento in affitto, con costi per la collettività.

Sussidiarietà. Occorrerà trovare un sistema di consultazione e soprattutto di coordinamento delle associazioni. Costante e produttivo.

Per tutti resta il punto fermo del documento “Qualche semplice ma non modesta richiesta (e proposta) per la cultura di Pinerolo e del Pineroleseche rappresenta un punto di non ritorno se non si vogliono ripetere gli errori del passato.

 Foto Lino Gandolfo.