22 ottobre 2013

Incontro con Gian Piero Clement, vice sindaco di Pinerolo e assessore a Istruzione e Sport.

«Per questo servizio il Comune spende circa 1.350.000 euro l’anno ma ne incassa soltanto 350.000»

«Nonostante il fatto che stiano attraversando una situazione di grande criticità, gli asili nido continuano a svolgere un importante ruolo pedagogico e sociale, che però le famiglie non riconoscono fino in fondo, limitandosi a considerare quello di custodia dei loro figli». Esordisce così Gian Piero Clement, vice-sindaco e assessore a Istruzione e Sport del Comune di Pinerolo, che prosegue affermando: «I bambini mandati al nido appartengono a famiglie che non possono farne a meno. Del resto la crisi economica (donne che non trovano occupazione, uomini in cassa integrazione e in mobilità) non può non avere riflessi sulle iscrizioni agli asili». La città di Pinerolo ha due asili nido comunali (situati nei quartieri Serena e Tabona), che accolgono 135 bambini, più una struttura part-time (sempre alla Tabona) data in gestione ad una cooperativa (16 bambini). Per quanto riguarda i nidi privati, «li stiamo monitorando. Due anni fa, sull’onda dei fatti legati a “Il Paese delle Meraviglie” di via Vigone, abbiamo istituito un tavolo di confronto, a cui partecipano quasi tutte le strutture private. In generale, si tratta di sette strutture piccole (circa 25 bambini ognuna). Hanno anch’esse difficoltà, ma vi rispondono un po’ meglio perché molto più flessibili; questo anche dal punto di vista delle tariffe, in quanto le adattano alla richiesta delle famiglie (ad esempio, per i genitori che lavorano solamente due giorni a settimana). Noi, come settore pubblico, abbiamo necessariamente una struttura molto rigida, che andava bene fino a qualche anno fa, quando la situazione lavorativa era più stabile. Inoltre, i nidi pubblici costano moltissimo, perché il livello qualitativo è elevato. Abbiamo cercato di rendere il nostro servizio più flessibile possibile, accogliendo tutte le domande di part-time ed estendendo la copertura oraria, istituendo il “Tempo Nido” (dalle ore 8:30 alle 16:30) e il “Tempo Parziale” (7:30 – 13) e anche i servizi “pre nido”(dalle 7:30 alle 8:30) e “post nido” (16:30 – 18). Più di così, non riusciremmo a fare». A proposito di spese, l’assessore fa notare che il Comune spende circa «1.350.000 euro l’anno e ne incassa 350.000. Quindi, ai cittadini di Pinerolo gli asili nido costano 1 milione l’anno. Questo, ribadisco, perché il livello qualitativo è molto alto: non ho mai sentito, neanche nella mia precedente esperienza come assessore, lamentele sul trattamento dei bambini. Inoltre, le strutture pubbliche sono molto belle e ampie, dentro e fuori, per non parlare dei servizi che offriamo (mensa di assoluta eccellenza) e del rapporto tra educatori e bambini (1 a 6 per i bambini più piccoli e 1 a 8 per quelli più grandi). Il personale, poi, opera con molta passione, crede nel suo lavoro e nel rapporto con i bambini e le famiglie». Clement ci tiene a rimarcare il fatto che gli asili nido svolgono una importante funzione sociale: «Abbiamo parecchie situazioni dove i bambini vengono accolti gratuitamente (su 135 iscritti, 15 non pagano nulla in quanto hanno una famiglia con indice ISEE basso e problemi). Mi chiedo se questi bambini, a casa loro, avrebbero la possibilità di pasti e locali caldi. Per non parlare del fatto che nelle nostre due strutture non esistono liste d’attesa, ma siamo pronti ad accogliere tutte le richieste da parte delle famiglie che hanno bisogno del servizio». Come detto, le spese da parte del Comune per mantenere gli asili nido sono alte, soprattutto in una congiuntura economica e sociale come quella che stiamo attraversando. «Di fronte a costi così elevati – prosegue l’assessore -, le amministrazioni comunali si stanno interrogando. Basti pensare che la città di Torino ha ben 21 nidi a gestione esternalizzata (cooperative…). Per quanto riguarda le realtà più piccole: Perosa Argentina ha già esternalizzato la gestione del nido, così come Cumiana e i Comuni della Val Susa. Sono poche le amministrazioni locali che continuano a tener duro su questa partita. In tutto il pinerolese sono rimasti i due nidi pubblici a Pinerolo, più uno gestito insieme dai Comuni di Torre Pellice e Luserna San Giovanni. Ci stiamo interrogando come amministrazione, ma per ora non apporteremo modifiche radicali: il personale lo abbiamo, dove potremmo ricollocarlo? Per il 2014/2015 vedremo. Io credo fortemente nel sistema pubblico ma non sono da solo a decidere, ci sarà una valutazione politica più complessiva».

Vincenzo Parisi

 

Asilo nido  Tabona

Asilo nido Tabona

Asilo Nido Serena

Asilo nido Serena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Città di Pinerolo – Servizio Asili Nido
Asilo Nido Serena: via Podgora, 22 – tel. 0121.39833
Asilo Nido Tabona: via Gianni, 77 – tel. 0121.396896
Info: segreteria asili nido (tel. 0121.398333 – segr.asiloserena@comune.pinerolo.to.it); www.comune.pinerolo.to.it