Il Municipio di Pinerolo da ieri – lunedì 19 dicembre – espone sulla balconata uno striscione dal colore giallo con la scritta “Verità per Giulio Regeni”.
Già molti Comuni italiani, da alcuni mesi, mostrano questa scritta affissa alle facciate dei Palazzi comunali, e anche Pinerolo, in collaborazione con Amnesty International – Gruppo Giovani Pinerolo, ha deciso di farlo.
Le motivazioni di questa scelta vanno ricercate nella volontà di sostenere la famiglia del giovane docente italiano, assassinato in Egitto, nel desiderio di avere giustizia in un caso che appare tuttora assolutamente intricato.
Lo striscione rimarrà esposto sino al 13 gennaio 2017, quando in occasione della Notte della Cultura organizzata dal Liceo Porporato, sarà spostato in maniera definitiva e permanente sul palazzo della Biblioteca Civica. Tale spazio è stato scelto perché Giulio Regeni era un ricercatore, in Egitto per motivi di studio. Pare appropriata la sede della Biblioteca per portare questo messaggio alla Città e ricordare il suo impegno negli ambiti dell’educazione e della cultura.
In quella giornata sarà organizzato anche un momento di confronto e discussione sul tema della tortura e dell’informazione. La forte connessione tra cultura, libera informazione e assassinio di Giulio Regeni sarà quindi tema su cui dibattere con studenti, professori e pubblico che vorrà partecipare.

Il Consiglio comunale e l’Amministrazione si sono impegnati ad aderire alla campagna promossa da Amnesty International  “Verità per Giulio Regeni”, a darne diffusione tramite il sito Internet istituzionale del Comune, a esporre finché non sarà fatta luce sul caso Regeni lo striscione che da oggi è appeso sulla balconata del Palazzo comunale.

vgr
L’omicidio di Giulio Regeni è stato commesso in Egitto tra il gennaio e il febbraio 2016. Regeni era un dottorando italiano dell’Università di Cambridge; fu rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio successivo.
Le condizioni della sua salma, ritrovata vicino al Cairo in un fosso lungo l’autostrada Cairo-Alessandria, hanno evocato ipotesi di tortura eventualmente in connessione con i legami che Regeni aveva con il movimento sindacale che si oppone al governo del generale al-Sīsī. L’uccisione di Giulio Regeni è oggetto di dibattito politico specialmente in Italia e motivo di tensioni diplomatiche tra Italia ed Egitto.