Le olimpiadi invernali 2026 anziché unire le varie anime politiche, le stanno ulteriormente allontanando. O almeno così pare a Pinerolo.
A far da pomo della discordia è stata una delibera sull’adesione alla candidatura olimpica che la maggioranza di Luca Salvai avrebbe voluto approvare nella prossima seduta consiliare.

Da un lato, appunto, i 5Stelle avrebbero voluto portare al prossimo consiglio comunale tale delibera – la stessa discussa e approvata, non senza polemiche, dal Comune di Torino -.
Dall’altra il PD e gli altri gruppi di minoranza (eccezion fatta per la Lega) si sono opposti, siccome da regolamento avrebbe dovuto prima passare in Commissione Capigruppo la qual commissione, già convocata per mercoledì 18 luglio, non presentava la delibera all’ordine del giorno.

E a questo punto inizia un rimpallo di comunicati per esprimere le rispettive posizioni.

Per i 5Stelle «non essendoci stato il tempo materiale di passare in commissione come regolamento prevede, abbiamo chiesto di poterlo presentare comunque, come previsto, per motivi di urgenza. Infatti il CONI vuole l’adesione entro il 23 luglio», ma «era necessaria la condivisione dei capigruppo nella apposita conferenza». E poiché il capogruppo PD, Luca Barbero avrebbe dichiarato che «è una delibera che mette d’accordo le varie anime del Movimento torinese», i 5Stelle attaccano: «Il PD non ha problemi a boicottare provvedimenti che vanno in direzione delle olimpiadi, se questi provvedimenti hanno l’effetto collaterale di “rappacificare i grillini litigiosi”».


Di rimando lo stesso Barbero e il segretario Democratico Stefano Ricchiardi non le han certo mandate a dire. Han ricordato come «il PD di Pinerolo ha da subito sostenuto con convinzione» la candidatura olimpica a diversità dei 5Stelle. E rincarando la dose, hanno dichiarato che la delibera proposta dalla maggioranza «sia stata costruita non per rispondere in maniera positiva alla lettera inviata dal CONI (ndr che chiedeva alle città candidate di manifestare la loro disponibilità alla candidatura), ma per tenere insieme le diverse anime del M5S».

 

Polemiche analoghe ha sollevato la consigliera Monica Canalis per quanto avvenuto nel consiglio comunale di Torino. «Appendino ha tentato una mediazione al ribasso che è un vero pugno nell’occhio del CONI e delle minoranze». Il sindaco torinese avrebbe infatti proposto «una Delibera visibilmente in contraddizione con le richieste del CONI, piena di paletti e distinguo. Un modo per non dire apertamente di NO alle Olimpiadi, ma per farsi dire di NO dal CONI stesso». La Canalis, forte della sua esperienza nel consiglio metropolitano, rimarca: «Mentre in Città Metropolitana si è addivenuti ad un testo condiviso che è stato votato all’unanimità, col voto determinante del PD, in Comune Appendino ha rifiutato i toni più morbidi verso il CONI proposti dal PD e soprattutto non ha fatto ritirare la Mozione dei suoi consiglieri che chiede l’istituzione di una Commissione d’indagine sui Giochi Invernali 2006». Una provocazione agli occhi dei Democratici a cui Monica Canalis risponde con veemenza, definendo Chiara Appendino «un Sindaco ostaggio dei centri sociali e incapace di tutelare il bene comune del territorio» e aggiungendo che «dovrebbe dimettersi».

GUIDO ROSTAGNO