Il mese di ottobre nella vita di Angelo Giuseppe Roncalli segna due singolari eventi per la chiesa e per gli «uomini di buona volontà».
La sera del 28 ottobre 1958, e precisamente alle ore 18:05, è risuonato il “gaudium magnum” dell’Habemus Papam dopo la fumata bianca della Sistina di un’ora prima. Poi la benedizione dell’uomo «il mio nome sarà Giovanni» da quel momento.
Un altro giorno di ottobre, l’11 del 1962, “Gioirà la madre Chiesa” (Gaudet Mater Ecclesia) per l’inizio di quel Concilio che papa Giovanni offre come «fiore di anticipata primavera» di una chiesa che «preferisce usare la medicina della misericordia piuttosto che la severità della condanna».
I più giovani oggi diranno: noi stiamo vivendo con papa Francesco la medesima terapia!
I giovani ventenni e gli anziani di allora avvertirono «i primi raggi del sole nascente»: «È solo l’aurora» (Tantum aurora est), e ne accolsero la carezza.
Le immagini della mostra, allestita nella Piccola Galleria Pietro Giachetti del Museo Diocesano di Pinerolo percorrono l’itinerario dell’Angelino di Sottoilmonte, dalla cascina al seminario Bergamasco, in divisa nella “Grande guerra”, difensore degli operai, segretario del suo vescovo, fino all’incontro con popoli lontani e con fratelli di altre chiese in Oriente, nel cuore dell’Europa a Parigi, pastore della laguna, successore di Pietro col nome «dolce, soave, solenne” di Giovanni.
Queste immagini ci accompagneranno delle domeniche di ottobre e novembre (orario 10:30 – 12.00; 16.00-18.00).

Giovanni XXIII