“Avvento di Fraternità” 2012: raccolta di cibo e denaro nelle parrocchie della diocesi; e con il progetto “Vicini si può”, solidarietà collettiva per tutto il 2013 Forse non ce ne accorgiamo. O forse sì ma facciamo finta di nulla. Tra noi, nelle vie e nelle piazze della città, magari anche nel condominio in cui viviamo, sempre più stanno aumentando i poveri. Alcuni di essi lo sono da sempre, ma altri, spesso a causa della crisi economica, sono “nuovi poveri” da poco scivolati in questa triste condizione, e magari se ne vergognano anche, perché la dignità rende difficile ammettere lo stato di indigenza, con il pesante corollario delle sue penose ed umilianti conseguenze. Di questo stato di cose sono testimoni privilegiati i centri di ascolto e i centri “Caritas” che si vedono costretti a confrontarsi con una crescente domanda di aiuto alla quale corrisponde una disponibilità di mezzi in costante diminuzione. Dichiara infatti amaramente don Virgilio Gelato direttore della “Caritas diocesana” «È sempre più difficile dare un aiuto, se non risolutivo, almeno dignitoso». Allo stesso tempo però don Virgilio è anche sicuro che il senso del Natale, e in particolare di questo Natale 2012, è quello di far sentire oggi, in questa situazione di disagio, la “Buona notizia annunciata ai poveri”. «Dio ci ha dato suo Figlio, uomo tra gli uomini – ricorda ancora – perché capissimo che ci ama tutti allo stesso modo e ci vuole tutti liberi dal peccato che ci porta la morte, ci chiude in noi stessi e non lascia posto a Lui e ai fratelli». Dunque per cercare di fare qualcosa nella direzione giusta, quella indicata da Cristo, e nell’intento di vivere la missione di accoglienza e compassione, soprattutto verso gli ultimi, che fonda la partecipazione al mistero dell’incarnazione, la “Caritas diocesana” e il “Centro Missionario Diocesano” propongono, a partire dal tempo di Avvento, una campagna di raccolta di cibo e denaro da far confluire nei vari centri di accoglienza e sostegno, operanti nelle parrocchie e nella città. Ogni parrocchia è perciò invitata ad attivarsi per sensibilizzare i fedeli su questi temi ricordando che dividere il pane quotidiano è segno della condivisione del pane eucaristico. Per tutti l’invito è perciò a non chiudere gli occhi ma a farsi attenti, solleciti e solidali, nella misura che ci indica la nostra coscienza, verso coloro che sono e rimangono nostri fratelli. Inoltre, nell’ambito delle parrocchie della città, il coordinamento “Noi col mondo”, l’“Associazione Volontari Oratorio San Domenico” (AVOSD) e il “Centro ecumenico di ascolto” presentano una interessante ed innovativa proposta per cercare di far fronte ai problemi legati all’insorgenza di una nuova povertà. Il progetto, denominato eloquentemente, “Vicini si può” si propone di coinvolgere quanti più possibile in un’azione di solidarietà collettiva per sostenere economicamente le persone e i gruppi familiari in difficoltà. L’iniziativa prevede l’atto della “adesione” mediante la compilazione di una semplice cartolina in cui, oltre alle proprie generalità, ciascuno può indicare l’importo per il “sostegno”, anche di pochi euro, che si sente di mettere a disposizione mensilmente per tutto il 2013. Gli organizzatori tengono a ribadire che l’adesione non dà luogo a nessun obbligo vincolante circa i versamenti per il sostegno, ma allo stesso tempo ricordano l’importanza di considerare l’eventuale partecipazione un impegno da prendersi in modo molto serio. Le offerte e i contributi così raccolti confluiranno in un apposito capitolo del bilancio dell’AVOSD che, oltre a garantire l’assoluta trasparenza delle operazioni, potrà rilasciare agli interessati la dichiarazione per la detrazione fiscale di quanto versato tramite bonifico bancario. Tutti i fondi verranno resi subito disponibili al “Centro ecumenico di ascolto” e del loro impiego verrà dato resoconto semestrale.
Massimo Damiano

Per informazioni e contatti:
don Virgilio Gelato (Caritas Diocesana) – 338.24.67.900.Mario Bert (Centro Missionario Diocesano) – 338.59.10.429.
avosd.oratorio@alice.it Cell. 340 5217879. Un'immagine emblematica dela povertà nelle nostre città