Benfica-Torino 6-7!

Lo scorso 27 luglio la nuova formazione del Torino ha disputato a Lisbona, contro il Benfica, la partita di assegnazione della Coppa Eusebio, che la società calcistica portoghese indìce periodicamente in ricordo del famoso incontro svolto tra le due formazioni nella storica giornata del 3 maggio 1949. Fu l’ultima partita del grande Torino prima della sciagura aerea di Superga, avvenuta il giorno dopo durante il rientro della compagine granata, perita tutta in quell’orribile disastro, insieme all’intero personale societario e tecnico, ed ai giornalisti al seguito.

Il Benfica aveva voluto proporre un incontro amichevole con il Torino, per suggellare quella solidarietà tra le due formazioni calcistiche sorta dall’amicizia personale dei due capitani di allora, Valentino Mazzola e Francisco (detto Xico o Chico) Ferreira (ma venuta anche dalla volontà sportiva di Ferruccio Novo, il grande e accorto presidente-finanziatore della squadra torinese) per onorare la carriera dell’ormai anziano giocatore portoghese.

La squadra del Grande Torino andò a Lisbona, e perse la partita in un combattuto ed avvincente incontro. E per quella sconfitta, inflitta agli ‘invincibili’ avversari, ancora oggi i tifosi – e i dirigenti – del Benfica esaltano quella giornata vittoriosa con la perentoria frase: “Benfica-Torino 4-3!”, che è anche il titolo di una pubblicazione in CD, riassuntiva dei filmati di quell’avvenimento.

La competizione del riscatto

Ma la partita dello scorso 27 Luglio ha saputo ribaltare quel risultato, e riequilibrare il conto delle reti: il Torino, compagine riorganizzata dal presidente Urbano Cairo e dall’allenatore Sinisa Mihajlovic, ha concluso la gara ai rigori – dopo un esiguo pareggio di 1 a 1 – battendo gli avversari per 7 a 6.

Abituati ai mesti tiri dal dischetto incredibilmente sbagliati dai giocatori delle nazionali italiane, questa volta i calci piazzati della squadra torinese si sono mostrati impeccabili.

Così che con quel risultato, da adesso sarà possibile, per il futuro, rovesciare il motto vittorioso dei Lisbonesi in “Benfica-Torino 6-7”!

La nuova squadra granata (che gli osservatori esperti ritengono possa presentarsi, in un paio d’anni, completamente competitiva), si è posta l’obiettivo dell’Europa quale traguardo di deciso riferimento tra due anni.

L’organizzazione dell’incontro, sportiva e cerimoniale

Oltre alla immancabile partita tra le due squadre, Benfica e Torino hanno organizzato a Lisbona un importante incontro societario, per non dimenticare il passato e rendere grande “onore” – come in vari modi è stato dichiarato dai responsabili calcistici portoghesi nelle parole dei loro discorsi, dai cronisti sulla stampa locale, e perfino dai tifosi stessi sulle gradinate dello Stadio Da Luz con grandi striscioni – e per confermare la loro amicizia internazionale ma soprattutto per ricordare la memoria dei campioni scomparsi.

Recatisi, nella mattinata prima della partita, al vecchio Stadio del Benfica dove è stata disputata la iniziale gara del 1949, i rappresentanti del Torino, guidati dal direttore generale Antonio Comi, hanno deposto una corona di fiori sul campo, mentre i tifosi torinisti che hanno voluto seguire la squadra, hanno variamente appeso – come trofei di presenza e omaggio – sulle traverse delle porte, striscioni e immagini, scritte e sciarpe, di festosa commemorazione spontanea.

Poco prima, davanti al portico della vecchia sede, è stata scoperta una targa, sempre per ricordare l’evento storico del passato: il presidente del Benfica, Luis Felipe Vieira, con Comi e Mihajlovic – in presenza dei parenti delle vittime toriniste andati alla manifestazione, e la tifoseria più fedele dei granata – hanno insieme tolto il drappo dal muro, permettendo di leggere il testo della dedica: «In memoria dell’incontro Sport Lisbona Benfica e Torino Football Club – Effettuato il 3 di Maggio del 1949 – Eterna Amicizia – Le dirigenze delle società – 27 di Luglio del 2016».

 

Le persone invitate

Sono stato presente alle funzioni commemorative come alla partita quale marito di Mirella Loik (figlia di Ezio, la famosa mezzala destra del Grande Torino), invitato da Comi e da Cairo insieme con gli altri parenti che sono venuti per l’occasione: Gigi Gabetto e Antonio Ballarin (rispettivamente figli dei calciatori Guglielmo e Aldo), nonché il giovane Federico De Bosio (pro-nipote di Erno Erbstein, storico allenatore della squadra).

 

Passione sportiva ed effervescenza festosa

È quindi venuto il momento di recarsi allo Stadio per la partita, in un contesto di partecipazione e coinvolgimento impressionante, per l’intensità del tifo.

È stato uno spettacolo collaterale alla competizione calcistica, per il folclore cromatico degli spettatori e per il loro incessante ondeggiare e saltare, ed anche per i grandi boati di approvazione o i profondi ululati di disappunto durante le azioni mancate o per l’apparizione delle notizie (ma soprattutto dei numeri dei gol, rigori compresi) sugli schermi giganti. E particolarmente per la tensione finale dei tiri dal dischetto, di continuo alternata in una ripetizione sempre differente ma ogni volta con la medesima emozione del successo. Fino allo sbaglio conclusivo dell’ultimo pallone portoghese che ha colpito la traversa, ed ha fatto calare il silenzio negli astanti del Benfica, ovviamente sormontati dalla gioia esplosiva dei Torinisti.

La serata si è conclusa con la premiazione dei vincitori, ed un allegro scoppio di petardi e fuochi d’artificio, le cui tonanti luci si sono espanse nel cielo scuro della sera, finendo in un denso fumo bianco, raccoltosi in compatte nuvole varianti e soffici, svanite lentamente sopra l’invaso aperto dell’arena.

 

Corrado Gavinelli