Domenica 31 luglio alle 10 del mattino alla presenza delle autorità locali e davanti a una nutrita schiera di persone tra cui molti locali e residenti, villeggianti, addetti ai lavori e alpinisti interessati all’evento, nella piazza centrale di Limone davanti al Municipio e al sindaco Angelo Fruttero che ha aperto l’incontro, si è svolta l’inaugurazione della via ferrata sul Bec Valletta (1902 m) presentata dalla guida alpina Vincenzo Ravaschietto, 57 anni, che esercita sia la professione di guida alpina che di maestro di sci. Da anni egli è istruttore nazionale ai corsi di formazione delle guide alpine e appartiene alla “Global Mountain” che è la società che ha concepito, realizzato e costruito questa particolare “non solo ferrata” grazie all’apporto delle sue validissime guide alpine insieme ad Alberto Pacellini, ideatore del progetto, che ha studiato architettura al Politecnico di Torino ed ora è libero professionista, socio del CAI dal 1998, istruttore sezionale di alpinismo dal 2005, regionale dal 2008, e istruttore di scialpinismo dal 2012, anche membro della XV Delegazione Alpi Marittime del Soccorso Alpino e Speleologico.
Tornando alla ferrata in esame, quest’opera è stata voluta e finanziata in toto dal Comune di Limone; itinerario che si snoda per circa un chilometro partendo da un’altitudine di 1.560 metri per raggiungere la vetta del Bec Valletta a quota 1.902 metri. Essa non è una semplice ferrata ma molto di più. Per capirne l’essenza bisogna percorrerla ed infatti l’ho scoperto grazie alla guida Vincenzo che mi ha accompagnato per tutto il percorso, dato che il destino ha voluto che ci rincontrassimo dopo aver salito anni fa insieme l’Aiuguille Doran ed altre stupende ed inconsuete cime, mete apparse poi sui miei libri, dato che ero lì come “inviato” per un servizio giornalistico e lui per accompagnare gli interessati. Erano presenti anche altre guide che hanno condotto ragazzini in giovanissima età, tutti in cordata come richiede questa “nuovissima ferrata”. Alle 11 presso l’attacco sono state illustrate le caratteristiche del percorso ed eseguita un’esaustiva spiegazione sull’utilizzo dei materiali di sicurezza da utilizzare per l’arrampicata. È stata così data possibilità agli interessati di percorrere porzioni della via ferrata, con la supervisione delle guide dell’associazione Global Mountain. Si tratta di un’iniziativa finalizzata allo sviluppo delle attività sportive alpinistiche sul territorio, con l’obiettivo di attrarre gli appassionati degli itinerari di roccia facilitati da attrezzature fisse di ascensione. Infatti il percorso utilizza due tipologie di ancoraggi, a seconda delle difficoltà di percorrenza: una soluzione innovativa che permette di unire tratti di ferrata “atletica” a zone più facili, da percorrere sempre in sicurezza, ma con voluta assenza del cavo, quindi oltre al kit o Set da ferrata per compiere quest’itinerario, bisogna portarsi appresso uno spezzone di corda da 10 metri circa e procedere in cordata. Degli speciali moschettoni presenti alla partenza illustrati da foto esplicative che ne spiegano l’uso e ulteriormente anche dalle guide, sono la ciliegina sulla torta di questa stupenda idea, come mi ha precisato la mia guida: “Non abbiamo voluto costruire l’ennesima via ferrata fine a se stessa, ma un percorso che potrà a differenza delle altre vie ferrate, essere usato anche dalle scuole d’alpinismo e da ogni gruppo che desideri insegnare come procedere in totale sicurezza nel nostro elemento base che è la montagna, in quanto lo scopo di una guida deve essere quello di lasciare una traccia per istruire, oltre che far divertire il cliente e questo percorso ha tutte queste prerogative, infatti alterna tratti ludici come le due tyrolienne che raggiungono un monolito e con la seconda fune si fa ritorno alla parete di partenza, a tratti istruttivi come il procedimento in cordata. Di certo in montagna si usano cordini, friend, nut, etc.; qui occorre invece solo legarsi in cordata, aspettare che il primo raggiunga il moschettone (dove sono assenti il cavo e i gradini) a una distanza massima di 10 metri l’uno dall’altro e quando il capocordata ha passato la sua corda nel moschettone, con una semplice torsione della corda il secondo potrà sganciare facilmente il suo moschettone, procedendo senza bisogno di altra attrezzatura. Ogni moschettone, per essere subito visto da tutti, ha contrassegnato accanto sulla roccia un segno rosso, così cade subito all’occhio e non può essere sorpassato senza accorgersi della sua presenza”.
In Francia esistono alcuni percorsi chiamati “Via cordata” che usano questo sistema, ma sfruttano pareti non idonee all’iniziazione, mentre questo percorso di media difficoltà concepito oggi a Limone, soddisfa ogni genere di palato. In più esso s’innesta in un circuito di vie ferrate del basso Piemonte, in cui ora entra a far parte anche Limone, con la possibilità, come già avviene in Trentino, in Alto Adige e nella vicina Savoia, di formulare pacchetti turistici ad “hoc”, come ha precisato il sindaco durante un’intervista.

 

Relazione TECNICA

Nome Montagna: Percorso attrezzato del Bec Valletta
Quota: 1902 m
Difficoltà: AD (Ferrata Alpinistica di media difficoltà da effettuarsi in cordata)
Accesso stradale: da Cuneo seguire la statale per Limone, Colle di Tenda, entrare nell’abitato e seguire le indicazioni per il maneggio San Giovanni, Maire Rocca Rossa, ove si parcheggia l’auto. Proseguire a piedi (15 minuti) fino a Maire Valletta (1560 m), attacco della “Via ferrata”
Equipaggiamento: un kit completo da ferrata (casco, imbrago, longe con dissipatore, carrucola per le 2 tyrolienne facoltative, guanti da ferrata, corda dinamica di lunghezza min 10 m, abbigliamento e calzature adeguate).
Dislivello: con i sali scendi oltre 450 m circa (dislivello diretto: 380 m)
Ore salita: 4 h
Totale: 5 h in totale
Descrizione itinerario: Si attacca un breve muro verticale che si affaccia ad un canalino molto ben attrezzato che conduce al primo tratto facile ma esposto senza cavo che va affrontato in cordata. Qui come già detto in anteprima, per una ripetizione bisogna essere come minimo 2 componenti e utilizzare la struttura con tutte le modalità come da regolamento di fruizione.
Al tratto “in cordata” segue un bello spigolo attrezzato che conduce ad una caratteristica placca bianchissima con molte striature facilitata solo dal cavo in quanto i piedi aderiscono bene su questa stupenda vena di calcare alta circa 35 m. Si alternano quindi tratti attrezzati a traversi esposti (in cordata) che conducono al “Dado” che è il primo caratteristico torrione del Bec Valletta. Si scende di una decina di metri per prendere la lunga cresta attrezzata che conduce a un pianoro dal quale si scende di circa 80 m per raggiungere un pulpito aereo su cui vi sono le 2 tyrolienne ancorare ad un isolato monolito distante dalla parete circa 50 m. Vale la pena di ricordare che durante i lavori di allestimento della ferrata è stato raggiunto da monte (via normale di III grado, altezza 20 m circa) mentre durante la realizzazione della ferrata è stata anche attrezzata sul lato a valle una via di 70 m con alcuni passaggi di difficoltà 6B, scala francese). Attenzione se non si è seguiti da una guida, di eseguire gli ancoraggi giusti per percorrere in totale sicurezza le 2 tyrollienne. È comunque possibile evitare questa digressione continuando lungo la parete di accesso che adduce salendo a zigzag al punto più adrenalinico dell’intera salita che consiste in una fantastica arrampicata completamente attrezzata su uno spigolo veramente aereo di una sessantina di metri che conduce all’anticima dalla quale per un iniziale traverso a cui segue una bella crestina si raggiunge l’aerea vetta del Bec Valletta ove sarà presto allestito un libro di vetta per le firme.
Discesa: Si scende un tratto roccioso grazie ad un tratto attrezzato su roccette (disarrampicata) adducente a un bivio. Per la concezione di questa ferrata da effettuarsi sempre in cordata. Qui vi sono due possibilità: 1 h per il Vallone di San Giovanni o per le “Piste del Sole” e Telecabina Severino Bottero (sentiero in allestimento). Per ora è consigliata la prima opzione. Raggiunto un pianoro si scende per traccia ben marcata nel vallone di San Giovanni (da me disceso anni fa in sci perché è un fantastico fuoripista primaverile) che per ripidi pendii prativi, fiancheggiando la parete salita riporta, in basso ad un traverso sopra il sottostante ruscello, che riconduce alla partenza della ferrata da cui in breve si scende facilmente al parcheggio.

Lodovico Marchisio