30 aprile 2014

Film discutibile, che alterna effetti scenici sorprendenti ad una trama che di biblico ha ben poco. Sconcerta quindi la discrepanza tra il 78% di apprezzamento dei principali recensori, che definiscono il film: «Ambizioso, ma non sacrilego; audace, ma non volgare; brutale e epico. Un Noah del XXI secolo» e il 48% del pubblico dubbioso sulla trasposizione della vicenda biblica.

“Noah”, del regista Darren Aronofsky, si avventura in un vero e proprio racconto romanzato dove appare un Dio spietato: vuole una terra di soli animali e per mezzo di Noè uccide gli uomini che discendono dalla stirpe di Caino; Noè vuole anche uccidere le due nipotine gemelle partorite sull’arca, in quanto femmine in grado di ripopolare la terra, bambine nate da un intreccio amoroso di suo figlio Sem.

Soltanto quando Noè deciderà di non uccidere le gemelle, la pellicola assumerà un messaggio più pacifico e tollerante. Anche nella costruzione della mitica “Arca” appare sempre Dio come punitore.

Il titolo,“Noah,” è stato scelto di proposito perché tradotto in inglese, essendo il film trasmesso in tutti gli stati. Sarebbe stato più giusto chiamarlo “Noach”,in lingua originale ebraica: un nome che significa “quiete”, “riposo”, “conforto”.

Fiori, visioni, miracoli e animali fantastici sono la scusa per una sotto-trama ecologista.

Molte le discrepanze con l’Antico Testamento: nel testo biblico: Noè viene scelto da Dio, perché uomo giusto e integro; nel film, invece, Noè afferma di essere stato scelto da Dio solo per salvare gli animali. Lui e la sua famiglia saranno gli ultimi uomini sulla Terra, anche se alla fine decide di salvare le sue nipoti(personaggi che nella Bibbia non compaiono).

Nel film Sem è l’unico tra i figli di Noè a prendere moglie; secondo la Bibbia Noè s’imbarcò con sua moglie e i figli con le rispettive mogli e tutti loro ebbero una discendenza. I Vigilanti, angeli caduti che appaiono nel film e aiutano a costruire l’arca, non sono menzionati nella storia biblica di Noè. Nel film l’idea di mangiare la carne viene associata ai peccatori, ai malvagi: questa associazione è inesistente nella Bibbia.

Infine, secondo la tradizione extrabiblica, Matusalemme morì a 969 anni, 7 giorni prima del diluvio, e quindi non, come si vede nel film, travolto dall’ondata stessa del diluvio, anche se appare più volte teletrasportato in luoghi diversi come se si reincarnasse sempre in circostanze diverse.
Il regista Darren Aronofsky, che nel 2008 era riuscito a colpirci con “The Wrestler”, ha quindi rimescolato la vicenda a suo piacimento.
Superbe però le interpretazioni degli attori: Russel Crowe, nei panni di Noè e sua moglie Naamek, magistralmente interpretata da Jennifer Connelly. Ottime anche le performance degli altri protagonisti e non.

Lodovico Marchisio

 

Noah compresso