“Febbre da domenica mattina… con gli angeli balleremo fino a lunedì!”; chiunque abbia assistito a “Sister Act – Il musical” ha immaginato di vivere almeno una volta la messa a ritmo di blues, con suore che ballano e cantano con grinta e vivacità.
Dal 12 al 15 gennaio il celebre spettacolo, ispirato al film del 1992 con protagonista la scintillante Whoopi Goldberg, ha animato le serate del teatro Alfieri di Torino all’interno della rassegna “Il fiore all’occhiello” di Torino Spettacoli.
La Compagnia della Rancia (che ha collaborato con la produzione Viola e Longobardi) si conferma capace di radunare cast d’eccezione, al centro del quale spicca Belia Martin, madrilena con sangue cubano, nei panni dell’aspirante subrette Deloris van Cartier, costretta a nascondersi in un convento sotto la falsa identità di suor Maria Claretta per sfuggire ad un pericoloso delinquente. Voce black, energia latino americana, ironia esotica, tecnica musicale e teatrale che esaltano il pubblico ad ogni scena.
Ma tanti applausi ruba anche Francesca Taverna (nel ruolo della Madre Superiora) che mostra tutta la sua esperienza nel modo della musica e del teatro presentando il personaggio rigido e severo che impiega più tempo a farsi convincere dalla ventata di freschezza che Deloris porta nel convento, ma che alla fine è pronta a sacrificarsi per lei davanti alle pistole dei malviventi.
Guest star del musical nella versione torinese è suor Cristina Scuccia, nota al pubblico per la sua vittoria al talent “The voice of Italy” 2014, unica suora autentica sul palco nei panni di una novizia, ma che si rivela a suo agio tra i professionisti dello spettacolo e riscuote un grande successo grazie alla sua voce delicata e allo stesso tempo decisa.
Spumeggianti e intriganti i personaggi maschili in scena: Felice Casciano, l’affascinante malavitoso Curtis Jackson dalla voce profonda e suadente; Marco Trespoli, il timido e romantico sergente Eddie Souther che sogna di diventare un eroe per conquistare il cuore di Deloris; Pino Strabioli, attore e conduttore televisivo che si presta al teatro per vestire la tonaca di monsignor O’Hara; e ancora Silvano Torrieri, Vincenzo Leone e Tiziano Caputo nei panni dei tre esilaranti scagnozzi di Jackson.
Tra rapidi cambi di scenografia, dalle paiette dei night club alle arcate gotiche del convento, incredibili costumi che sembrano svanire nel nulla ed interpretazioni vocali di altissimo livello scorrono rapide due ore di spettacolo, fino alla liturgia-show in cui le sorelle si esibiscono addirittura per il Santo Padre.
I venticinque brani che compongono il musical sono firmati dal premio Oscar Alan Menken, che raccoglie in un solo spettacolo soul, funky, disco anni ’70, pop stile “Broadway”, gospel e armonie polifoniche. Franco Travaglio ha curato la trascrizione in italiano delle canzoni. La regia è di Saverio Marconi, già vincitore dell’Oscar italiano del musical 2015 come miglior regia per Frankenstein Junior.
La scelta di esportare “Sister act” dal teatro Brancaccio di Roma, dove ha riscosso un gran successo nel 2015, in tournèe per l’Italia si è dimostrata vincente; dopo i successi di Bologna, Cremona (sold out a Capodanno) e Milano anche il pubblico di Torino si alza dalle poltrone per applaudire “la svitata in abito da suora” e i suoi coprotagonisti.

Miriam Paschetta