8 giugno 2015

A tre anni dal sisma che ha sconvolto l’Emilia una bella storia di amicizia e solidarietà

 

Sono passati tre anni dal terribile sisma che con due diverse forti scosse (20 e 29 maggio del 2012), mise a dura prova le popolazioni dell’Emilia. Le Caritas diocesane si attivarono subito per venire incontro alle emergenze. Furono inviati aiuti. Si mossero centinaia di volontari. E nacquero gemellaggi. Le Caritas del Piemonte si gemellarono con la comunità di Medolla, piccolo centro della Diocesi di Modena-Nonantola, epicentro della seconda scossa di terremoto. Sul posto si è recato più volte anche il direttore della Caritas di Pinerolo, don Virgilio Gelato, che mantiene tutt’ora intensi contattati con la comunità emiliana.

Tra Medolla e la nostra diocesi è così nato, e successivamente consolidato, un ponte di solidarietà e amicizia.

Le Caritas non furono però le sole realtà ad attivarsi. «Quando venimmo a sapere del terremoto – racconta Paolo Bianciotto, presidente dell’Avis di Frossasco – memori delle difficoltà dell’Umbria, decidemmo di mandare una serie di e-mail a tutte la AVIS colpite dal sisma emiliano per sapere che cosa serviva loro per riprendersi dal tragico evento». Alcuni giorno dopo all’Avis di Frossasco giunse una mail proprio da Medolla. «Ci sincerarono sulla salute degli avisini – prosegue Paolo – ma ci informavano che la sede era stata chiusa perché dichiarata non più agibile. La nostra risposta: “…se volete vi possiamo donare un container per continuare il servizio di raccolta sangue..” (peraltro molto necessario in quel momento di emergenza)».

Iniziò così un fitto scambio di mail e telefonate per definire dimensioni, caratteristiche e tempistiche della fornitura del container promesso. L’AVIS di Frossasco istituì una raccolta fondi per permettere non di acquistare ma di dotare il container di condizionatore e altri accorgimenti che fossero consoni con l’uso cha sarebbe stato fatto di questo dono (tutt’oggi consultabile sul sito dell’associazione www.avisfrossasco.it). Si arrivò a fine luglio con l’organizzazione del “Derby del cuore”. Tifosi della Juventus e del Torino si affrontarono per raccogliere fondi e chiudere la raccolta. «In quella magnifica serata – spiega Bianciotto –  facemmo la conoscenza diretta dei Medollesi che vennero qui a festeggiare con noi».

Due settimane dopo una delegazione dell’AVIS di Frossasco andò a Medolla per la consegna ufficiale del container più una cospicua somma di denaro da impiegare per la ricostruzione.

«Da quei momenti nacque un’amicizia fortissima che lega a filo diretto le due AVIS e che ha portato nel 2013 alla firma del “patto di gemellaggio” ufficiale tra le Avis gemelle di Medolla e Frossasco.

Ultima in ordine cronologico – ma solamente una delle tante manifestazioni in programma insieme – è stato l’evento che si è svolto sabato 31 maggio a Frossasco. L’AVIS di Medolla ha offerto il “gnocco fritto” con salumi e Lambrusco, piatto tipico di quelle zone». La solidarietà ricevuta è così diventata solidarietà donata. I proventi dell’iniziativa, infatti, sono stati destinati per la ristrutturazione della nuova e definitiva sede prelievi concessa dall’amministrazione comunale all’AVIS di Frossasco.

«L’amicizia che si è creata tra Frossasco e Medolla – commenta Paolo – va oltre il sentirsi spesso. Ci sono scambi di vedute, opinioni, esperienze, arti culinarie e gusti tipici delle due zone.

Gemelli significa aiutarsi nel momento del bisogno ma anche quando non c’è un bisogno urgente. Significa sapere che c’è sempre un gemello che è pronto a darti una mano. Noi frossaschesi pensavamo di andare lì ad aiutare ed invece siamo stati aiutati noi, vedendo con quale forza la gente medollese aveva reagito al sisma, con una grande dignità ed una forza d’animo eccezionale. Ci hanno insegnato molto. Ed ora davvero possiamo dire: grazie Medolla, non solo amici, ma fratelli gemelli!»

P.R.